Era il lontano 1971. L’Italia era appena stata stravolta dal ‘68 e sembrava conoscere le prime avvisaglie di una crisi istituzionale e economica, che forse non s’è mai risolta, se non per aggiustamenti. Sembrava che stesse cambiando tutto: il femminismo, i reggiseni bruciati come simbolo della costrizione maschile, le nuove regole sociali, l’attacco alla borghesia… A Sanremo, intanto, trionfavano la ribelle Nada e l’inossidabile Nicola di Bari, che cantavano la bellissima “Il cuore è uno zingaro”, l’inno di una generazione che non voleva né poteva avere una relazione costante.
A questa nuova temperie culturale tutti i cantanti dovevano cercare di adattarsi, magari nel solco della tradizione, magari innovando fortemente il loro repertorio. E’ il caso di questa bellissima canzone di Orietta Berti, presentata alla Canzonissima di quell’anno, condotta dal sempre troppo poco rimpianto Corrado.

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