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Una scena in cui reciti troppo bene la parte di Raul Bova, restituendone le mosse, costruendoti una credibilità attoriale non da poco, e un’altra in cui interpreti, senza essere troppo guitto, un personaggio di tanta intensità come il marito infuriato protagonista di Ricorda con rabbia di John Osborne. Tanto basta ad un sedicente giurato (un attore del quale, poi, sarà bene che ci occupiamo) per affermare, con crudele cipiglio, che un altro (un bel ragazzotto di periferia, seppure con una voce più brutta della tua e una presenza scenica non precisamente da Gassmann) ha fatto meglio di te e che merita il posto che invece era tuo, sicuramente tuo.
E così Sebastiano Formica, il bravo attore del quale parliamo entusiasti in un altro post qui sopra, viene eliminato dal programma defilippesco “Amici” e, fin qui, non varrebbe quasi neppure la pena di parlarne. Tuttavia, non si tratta di un’eliminazione “normale”, come tante altre. Si tratta, invece, di un evento del quale forse è il caso di occuparsi per un motivo specifico.
La decisione di mettere il ragazzo in sfida (a pochi giorni da un’altra sfida che l’aveva visto trionfare) viene dopo una giornata incredibile, nella quale, durante la diretta su Sky, una collega di Sebastiano (della quale taceremo il nome per non farle immeritata pubblicità, essendo lei una delle cantanti più scarse del gruppo) lo apostrofa, chissà quanto involontariamente, come omosessuale. Il silenzio imbarazzato della redazione, le corse e le rincorse dietro le quinte, raccontate da molti siti internet, il disagio perfino di uno degli autori, Luca Zanforlin, noto per essere stato tra chi fece partire il progetto di un sito tematico (www.gay.tv), il cui nome non dovrebbe far dubitare sulla sua stessa sessualità, lasciano capire che con tutta probabilità s’è trattato di una eliminazione telefonata, decisa a tavolino, forse addirittura concordata con il Formica.

Manuela Villa ha vinto l’ “Isola dei Famosi”. La notiziona arriva ieri, all’una circa, dopo un’estenuante diretta condotta da quella santa donna della Ventura, per l’occasione puntuta ospite, che sostiene, tra l’altro, di avere diversi “sassolini nelle scarpe”. La Villa era data per vittoriosa da quando era riuscita a restare, tra la sorpresa generale, sull’ultima spiaggia, cioé sull’isola del ripescaggio, dopo una brutta eliminazione patita al televoto.
Scontata l’affermazione della Manuelona nazionale, comincia da oggi per lei una nuova avventura: i 100mila euro del premio (la stessa somma andrà in beneficienza ad una associazione che si occupa dei malati di talassemia) sicuramente le serviranno, visto che, tra i protagonisti del reality, è forse l’unica che non ha trovato per ora una vera e propria collocazione. Ma come guadagnarsi il lunario per i prossimi anni, è purtroppo un’incognita che lei più di altri ex-isolani dovrà affrontare con serietà.
Il rischio che il suo sia un fuoco di paglia e che la Villa torni nell’anonimato è, infatti, tangibilissimo: difficile spenderla come attrice, a differenza, per es., della stessa Salvalaggio, che, se sull’isola è rimasta dieci secondi, da lunedì prossimo è, tuttavia, già co-conduttrice del preserale di Rai2, assieme a Brignano. Difficile spenderla come presentatrice, vista l’agguerrita schiera di ragazze e ragazzine petulanti, che assediano le ormai collaudate De Filippi e Ventura. Difficile, perfino, trovarle il modo di riciclarsi come cantante, visto che, nonostante la bellissima voce, la qualità indiscutibile del suo timbro, che le discende da quel meraviglioso professionista che era suo padre, non ha mai avuto un vero successo musicale, un disco in classifica, un lp che vendesse.
La Villa è sicuramente un personaggio: intelligente, capace di alternare il registro basso perfino del vituperio a quello del ragionamento oxfordiano, coatta ma di classe, felice di interpretare il ruolo di madre, eppure perfino sexy nella sua strabordante vitalità. Però, i personaggi durano poco, quando escono dal “Grande Fratello” di turno.
Le fa sicuramente onore aver tacitato ieri le pseudogiornaliste di turno le quali tentavano di rimettere la discussione sui soliti binari della “papi-history” (e una delle due ex-craxiane di ferro, quella più in carne per intenderci, è arrivata fino a chiederle di cambiare cognome…), ma alla fine, e immaginiamo che anche lei lo sappia, sarà costretta a misurarsi proprio con quella storia, ancora una volta, e poi per sempre, inevitabilmente.
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Ad “Amici”, inedita lezione di recitazione. Fioretta Mari, seduta accanto ad un silente Patrick Rossi Gastaldi, mette a confronto due discepoli: la cantante (si fa per dire) Cassandra e l’attore (si fa un po’ meno per dire) Sebastiano. La Mari insiste e sbraita: vuole che Cassandra immagini altrimenti Sebastiano. E lei, quasi sotto ipnosi, lo pensa (edipicamente) come un palo. Da quel momento in avanti, l’infelice Seba (già un pesce bollito fin da subito) diviene un pesce bollito che non parla, e che, anzi, quando ride, viene redarguito dalla Mari in versione Crudelia Demon.
Cassandra, invece, dal canto suo, non è che sprizzi doti recitative da tutti i pori. Mentre la Mari la incalza (“Fa’ qualcosa, ti prego: fa’ qualcosa”), invitandola perlomeno ad adornare il “palo”, a mettervi accanto una donna (chissà, forse una lap-dancer oppure una elettricista?), a cambiarlo in qualche modo, lei non riesce a combinare nulla: gli si mette accanto, aggiungendo palo a palo e irritando la povera professoressa. Poi, gli si avventa contro e comincia a scuoterlo con veemenza. Non è che la scena ci stia guadagnando in intensità. Anzi, è tutto sempre più ridicolo… finché…

Luca Argentero è bello. Non voglio dire che subisco il suo fascino troppo regolare, uno di quelli che le ragazzine apprezzano, ma mi arrendo davanti ad un concetto su cui non è lecito avere dubbi: torno a dire, Luca Argentero è bello. E tutti noi lo sappiamo, anche quando, magari, preferiamo il suo sodale Fedro o guardiamo con sospetto e disprezzo il Grande Fratello e tutto ciò che da esso prende le mosse.
Ma Luca (ma sì, diamogli anche del tu) è anche altro, oltre ad essere un avvenente ragazzo: ha un talento da attore grezzo, ma sicuro come emerge soprattutto nel suo ultimo film, “Lezioni di cioccolato”.
Non si tratta di un capolavoro, intendiamoci: è un film piccolo piccolo, zeppo di attori televisivi in diversi ruoli, alcuni più convincenti di altri (soprattutto Vito Bicocchi, un rude manovale di grande intensità), altri un po’ sotto tono (come la Scattini, limitata ad un copione minimale, tutto fatto di occhiate da gatta poco consone ad una donna della sua età), costruito su un tema sfruttato perché molto attuale (l’integrazione razziale, il lavoro nero, l’emarginazione sociale e l’orgoglio degli immigrati) e soprattutto sulla verve dinamica e attoriale di un caratterista, poco noto al grande pubblico, ma decisivo, come Hassani Shapi, seppure in parabola discendente, visto che, venendo da “Star Wars”, è scivolato via via fino ad Antonio Albanese e a “Nati ieri”.
E’ proprio facendo leva su quest’ultimo che anche Argentero acquista un tono più convincente: la coppia, tanto mal assortita all’inizio e, poi, legata da un destino crudele, diventa un gioco di specchi clamoroso, nel quale anche il cioccolato del titolo assorbe i due protagonisti, il crudele geometra schiavista (Argentero, appunto) e il suo manovale egiziano caduto da un tetto senza impalcature (Shapi), li fa diventare un tutt’uno (tant’è che Argentero si finge Shapi, che lo fa partecipare ad un corso di cucina al suo posto), mescolandoli insieme come ingredienti di una esplosiva ricetta (quella italo-egiziana del lieto fine).
Il geometra, allora, giovane e bello, si imbruttisce per divenire più operaio e meno borghese, rischiando tuttavia di perdere un importante cliente, che dovrebbe in teoria fargli fare un salto di qualità: vestito di stracci, abbronzato in fretta e furia con una lampada UVA, con i capelli scolpiti secondo la moda araba, viene accolto a braccia aperte dalla classe, soprattutto da una dei pasticcieri (Violante Placido), una fanciulla bella sì, ma piena di strani complessi. Anche quando tutti comprendono che il finto manovale non è mai stato, come millantava, un pasticciere, nessuno ha la forza di cacciarlo dall’aula: gli vogliono già bene, o comunque capiscono il suo desiderio di cambiare strada e riscattarsi socialmente.
E così inizia una storia di cioccolato e integrazione, di promesse e bugie, tra le quali con verosimiglianza Argentero si muove delicatamente, autoironicamente, con talento degno di un attore che potrà, tra qualche anno, affrontare anche ruoli più variegati, meno piatti di questo, e che con questa pellicola dimostra, se mai ce ne fosse stato bisogno, che ha un talento vero per la comicità di situazione, anche se il suo volto perfetto, dai lineamenti quasi femminili, potrebbe denunciarne una tendenza al drammatico.
La De Filippi è una donna straordinaria. Sarà scontato parlarne bene (o forse neppure troppo), ma sa sempre come far parlare di sé. Questo pomeriggio, ha dato la sua solita prova di intelligenza, mentre cercava di arginare una puntata inutile e un po’ malmostosa di “Uomini & Donne” (parla uno che è stato anche amico del fondatore del primo club virtuale di Tina Cipollari…).
Luca Dorigo, scuderia Lele Mora, tanto per chiarire, parla con il pubblico, mentre si disinteressa delle ragazze scipite che la fortuna gli ha regalato per il suo nuovo trono. Luca è talmente preso di sé che non capisce nulla, straparla, invoca madre nonna e zia come numi tutelari: si vede che non vorrebbe restare in trasmissione, si intuisce che nessuno lo sopporta più, perfino Maria, che con lui è sempre stata tenera.
E’ il quarto passaggio televisivo di Luca e certo non è il più fortunato: purtroppo, la sua sfiga in amore è diventata proverbiale (Amalia, il suo primo amore, è stata tutto fuorché tenera con lui… e per ben due volte!); nel frattempo, però, è diventato improvvisamente un modo per fare audience, per crearsi un personaggio, per fare l’ospite dappertutto. Luca è diventato, insomma, il prototipo del cornuto e contento, perché, anche se tradito, ha guadagnato talmente tanto che potrebbe acquistare una donna e farla muovere a comando, come nel film “Caterina” con Alberto Sordi.
Il ruolo, forse, ora gli starà stretto. Vorrebbe crescere, ma è ancora imprigionato da quella gabbia dorata: Maria vorrebbe aiutarlo, ma si vede che ormai sta sull’anima pure a lei. Luca ormai parla: non fa altro che parlare, parlare, parlare. Blatera cose spesso al limite del comprensibile, come se volesse convincere financo se stesso di qualcosa.
E invece, ormai la sua credibilità è ridotta a zero.
Ed ecco, però, nel solito bailamme da Mille e una notte, uscire il coniglio dal cilindro, come in una canzone di Sanremo di qualche tempo fa: una signora (o presunta tale) del pubblico lo apostrofa malamente, si rivolge con poca cortesia nei confronti dei suoi genitori, fa dello spirito di patata. La biondina si chiama Amalia, per ironia della sorte, anche se della precedente non ha nulla, tanto meno la giovane età. E Amalia sbaglia, senza vergognarsi, e in un attimo, mentre il Dorigo se ne va, davanti ad una sbigottita Maria, gli restituisce tutto quanto aveva perso in questi anni.
Amalia, del resto, non ha neppure capito di essersi comportata al limite della diffamazione a mezzo stampa. Non comprenderà neppure quando una delle corteggiatrici di Luca glielo fa notare, stavolta sì con giusto garbo.
Si può sbagliare, naturalmente, perché sbagliare è umano: quel che è meno scusabile è l’ostinazione a non riconoscerlo, la quale non è degna di un essere umano, mai.
Sono la stessa persona, o meglio: sono due declinazioni della stessa persona. Rembò è il nominativo; Lewis, invece, è il genitivo. Lewis, naturalmente, è più distinto: dà consigli, finge di fingere di essere competente. Magari lo è anche: però, non ha l’anima forte e impetuosa di Rembò. Rembò, invece, Rembò…
Rembò, in genere, piange, o si dispera, o mette parole su parole a inseguire sogni naturalmente infranti su inutili specchi. Scrive da raffinato esteta, ma sbaglia ogni tanto i congiuntivi, così da non sembrare snob. Non è competente in nulla, a parte che nella sua inutile anima.
Questi due spiriti affini e diversi si incontrano qui. Non sarà facile tentare una sintesi tra di loro. Sarà una nuova, splendida, emozionante avventura. Naturalmente, questa telenovela avrà il successo delle repliche della Donna del mistero 2 alle tre del mattino su Rete4.

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