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Era il lontano 1997. Una fanciulla che l’anno prima aveva trionfato tra i giovani a Sanremo ritornava a farsi sentire con una canzone più matura, autori Salerno e Mattone, che quell’anno era assai presente, sponsorizzato dalla sua amicizia per Renzo Arbore, del quale ha scritto diversi successi. Quella fanciulla dagli occhi tristi e dalla voce leggermente roca era Syria: muoveva i primi passi e quella sarebbe stata una delle sue più radiose serate.

“Sei tu” racconta di un amore difficile e solitario e di come chi è restato da solo cerca di farsene una ragione. Si esce, si cammina: meta nessuna, soltanto i pensieri dentro il cuore. Fa male rimuginare? No, la solitudine del mare d’inverno aiuta a razionalizzare, a chiarire, tanto che alla fine s’è quasi invasi da una luce spropositata che tutto annulla, che tutto fagocita (“e fa quasi male agli occhi / questa luce che ci sta”) e che, tuttavia, subitaneamente diventa a sua volta un buio clamoroso, improvviso, che è proprio il pensiero dell’altra persona che, secondo il bisticcio mattoniano, “ci manca e ci stanca”.

Se anche a te piace tanto Syria e vuoi indulgere nella tua parte femminile, clicca qui e rimembra…!

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