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Povero Brignano. Quasi non sapeva dove dovesse andare in quel tristissimo studio dove l’hanno piazzato a condurre “Pyramid”. La Salvalaggio sembrava Einstein al confronto, ed è tutto dire. Povero Brignano: dalla Ventura, a “Quelli che il calcio”, gli era riuscito meglio fare il finto presentatore. Era parso, almeno almeno, fattibile. E invece nell’arena dei programmi delle 20, sarà inevitabile che questo povero “Pyramid”, del quale il pubblico farà probabilmente giustizia, come sempre accade in queste circostanze, faccia la parte della cenerentola, ma di una Cenerentola brutta, cattiva e puzzona, che non si lava mai i piedi e fa casino per la casa, ciabattando qui e là.
Povero Brignano: se fosse a teatro, saprebbe probabilmente che dire e come gestire il palcoscenico, mentre ora la sua trasmissione ha con lui la vivacità di un bradipo malato, perché uno sciame di rarissime mosche del sonno l’hanno mangiato vivo. Con quel passo da disperato che cerca la salvezza chissà dove, l’improvvisato presentatore non è sembrato né divertente né fintamente drammatico (come, ad es., Gerry Scotti e il suo ”la accendiamo?”, o l’Amadeus nazionale, che col suo naso fuori ordinanza, spesso, finge di essere tragicamente solidale con il concorrente di turno, mentre, si sa, non gliene frega proprio niente, tanto lui ha la Sellerona da Napoli e un sacco di milioni in banca). E’ sembrato, semplicemente, quello che è: un presentatore improvvisato, senza prove alle spalle, senza l’abilità di gestire gli spazi, senza tempi televisivi.
Se anche a te è piaciuta tanto la prima puntata, continua a leggere qui…!

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