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Serena Enardu non è nuova ai meccanismi televisivi. Ha partecipato a vari programmi, alcuni dei quali ha perfino condotto, su una emittente sarda piuttosto importante e ha anche ballato con la sorella gemella a “Veline” qualche anno fa. Insomma, è una donna scafata, che conosce l’ambiente e che ha tentato di sfondare con diverse carriere (ma non come cantante nel gruppo “Le Ragazze italiane”, come è riportato erroneamente in un importante blog sulla tv: in quella band milita invece Elga, la sorella).
Eppure, a “Uomini e donne”, da quando esce con il Conversano, del quale già ci siamo occupati qualche post fa, Serena sembra aver dimenticato ogni cosa imparata in questi anni di gavetta: quanti bellimbusti avrà incontrato nella sua navigazione a vista nei mari dello spettacolo? Diversi, se dobbiamo dare retta alle cronache. Ma di fronte al Conversano Serena sembra aver ceduto le armi. E’ vero che lo insulta, che gli fa continuamente presente quanto è grande la distanza tra loro, che agisce in modo che gli pesi anche la sua “minorità” intellettuale (non che la Enardu sia una plurilaureata: tuttavia, rispetto alla prontezza di spirito del Conversano, forse anche un babbuino potrebbe gareggiare), ma, poi, alla fine…


In questi giorni abbiamo assistito al ritorno in tv di un programma che contribuì a mantenere alta la popolarità di Mike Bongiorno per diversi anni, quando già era in declino il suo astro televisivo: la “Ruota della Fortuna”. Mike, com’è noto, perse l’appannaggio del giovedì sera, la serata nella quale veniva trasmesso il suo fortunato quiz “TeleMike”, quando i gusti del pubblico cambiarono e i suoi tentativi di andargli dietro non riuscirono (tra l’altro, anche rifacendo uno dei giochini di “Colpo grosso”, quello del “su e giù”).
Mike allora si spostò sulla fascia preserale, che aveva intuito poter essere fondamentale, soprattutto perché di lì a poco ci sarebbe stata la battaglia dei tg, che Mediaset aveva potuto produrre proprio in quegli anni. La “Ruota”, come traino del TG5, fu formidabile e ciò consentì al videogiornale condotto da Mentana di sopravvivere a tutti coloro che gli avevano pronosticato una terribile fine. Fu proprio grazie al successone della “Ruota” che a Mike fu permesso di continuare a imperversare su Canale5. Tutto ciò durò finché la Rai non decise di controprogrammare e Pippo Baudo si inventò (o meglio riciclò alcune sue vecchie idee in) “Luna Park”, che ebbe la meglio.

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