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“Io sono la prima a scherzare”. L’ha detto Claudia Mori, nella scorsa puntata di X-Factor. Il pubblico, alle sue spalle, ha cominciato a ridere a crepapelle (si chiama ironia involontaria). A Canale5 han pensato, peraltro, vista la sua abilità nel raccontare barzellette e incassare le battute, di farla partecipare come ospite fisso a “Zelig”.
Intanto, mentre le spiritosaggini di Claudiona continuavano a scivolare in tutti gli anfratti dello studio, portando ovunque ilarità e risate, i suoi cantanti distruggevano le loro ultime e residue possibilità di essere un minimo credibili. Damiano e Francesca potevano, per dire, indossare le orecchie delle Yavanna e sinceramente sarebbero sembrati meno pagliaccioni. Certo, far cantare al primo Bob Marley e alla seconda lo scioglilingua “The boy does nothing” è stato altrettanto criminale che sparare sulla crocerossa.
Luca Jurman non s’è visto dalle parti di “Amici”. Il gossip si è sviluppato intorno alle prime puntate dello show e ha coinvolto un po’ tutti, fan (moltissimi) e detrattori (una sparuta schiera di parenti della Di Michele). Ma allora che fine ha fatto il nostro eroe, lo scopritore di Marco Carta, il talent scout e vocal coach di Valerio Scanu e Alessandra Amoroso?
In realtà, sulla sua presenza in tv s’è creata una attesa gigantesca, che è cosa buona e giusta condividere, ma che, come spesso succede, tramite il battage internautico, è sfociata in una ridda di ipotesi, alcune delle quali sinceramente stravaganti.
X-Factor è diventato dalla placida sede di piccole beghe interne, tutte finite nello champagne del volemese bene, un covo di serpi. Facchinetti, ogni tanto, è sempre più depresso: uscito quarantacinque volte sui giornali a spiegare che “Amici” è molto peggio, poi, si ritrova la Mori che dà di matto e sembra anche credere nelle cavolate che dice.
Così, nel momento più tragico della serata, dopo un rvm che deve essere comico e che lo è stato, seppure a discapito della ex-bellezza della signora Celentano, che quindi, com’è abituata, comincia a minacciare, protestare, inveire, sempre più convinta di essere stata turlupinata, il povero ex Capitan Uncino deve fare i salti mortali per giustificarla, dicendo: “E’ giusto che i giudici dicano la loro”. Sì, anche se è una grossissima, enorme, gigantesca etc. etc.
Qualcuno, magari, sentendo parlare di dogma, si sentirà trasportato a quando, piccolo, frequentava il corso di catechismo. I dogmi, infatti, sono letteralmente le verità rivelate dalle Sacre Scritture, di qualunque origine esse possano essere. Quegli stessi che ricordano il loro antico avvicinamento alla fede proveranno, forse, un leggero sgomento a venire a conoscenza che esiste un altro dogma, a parte quelli della Immacolata Concezione o della Trinità.
Il nome di dogma è stato scelto da una truppa di battagliere ragazzine che combattono, nel mondo e soprattutto sulla rete, perché la verità trionfi, e quella verità è che, udite udite, Valerio Scanu e Alessandra Amoroso si amano profondamente.
C’è di mezzo una storia sinceramente tragica nella nuova, coinvolgente canzone di Valerio Scanu, “Ricordati di noi”. Il testo racconta di un amore finito, di un innamorato che ripercorre le stesse strade di prima e che riconosce le tracce dell’antica fiamma. Ma non c’è in lui ombra di risentimento, o desiderio di vendetta: solo l’invito, a chi lo ha amato, perché continui a ricordarsi, per sempre, di quell’esperienza che è durata forse poco, ma che è stata significativa per entrambi.
Non si spiega chiaramente come mai i due si siano divisi oppure siano stati separati, ma la tensione emotiva della voce di Valerio e un vago riferimento agli scherzi del destino fanno pensare ad un finale tragico, rispetto a cui il ricordo fa da fil rouge per vincere l’efferatezza della realtà. Qualche volta, infatti, l’amore non è sconfitto dalla quotidianità o dall’infedeltà, ma semplicemente si deve arrendere al tempo e alla morte.
Morgan è stratega, del rango di Epaminonda. Morgan è una strega che ammalia, tipo l’Amelia di Walt Disney. Morgan è un (finto) dandy, della stirpe (ambigua?) di Oscar Wilde. Morgan è un fenomeno mediatico, tra l’altro in salsa democratica (a quanto pare, dalle dichiarazioni della Maionchi).
Questo è solo un breve e succoso riassunto delle dichiarazioni puntualmente fatte ogni anno a proposito del pirata di X-Factor. E’ bastata, a crearsi un personaggio e perfino una credibilità musicale, l’intelligenza di essere sempre contro-corrente, tanto che ora Morgan sembra inarrestabile, soprattutto alle sue due sodali di Rai2, che lo inseguono, da sempre l’una, da qualche mese l’altra.
Sono le esagerazioni che ci rovinano: i desideri eccessivi, le pretese inutili, i sogni incivili, che non servono a capire, o a provare il senso dei propri sentimenti. Ci si aspetta che tutto sia come in un film d’azione – la passione che non dà respiro, gli equilibri squilibrati, i sensi accesi alla follia.
Eppure la vita è molto diversa dalle finzioni di cui ci ammantiamo. La vita non è un diluvio, non una continua ed eterna “rosa”. E conseguentemente i rapporti non sono fatti solo di mille fantasmagorie, o di inviti alla magia della bellezza: sono fragili, sono consumabili, sono intrisi di quotidianità.
Momenti esilaranti, ieri, nella consueta puntata di X-Factor. La Mori si presenta nuda, cioé senza la parruccona che nelle sue intenzioni doveva farla sembrare la Ventura, mentre più che altro sembrava la strega di Biancaneve e i settenani. Morgan morganeggia, come al solito, ma andando giù di fioretto, anche quando si capisce che vorrebbe uccidere qualche stonatore di canzoni. La Maionchi si incavola in un modo assurdo, dimostrando poca tranquillità, quando al primo turno (finito come al solito oltre le tre del mattino) vengono fatte fuori le Yavanna, che poi si salvano.
Un siparietto toccante, se lo vediamo al di fuori dello show e del business: Mara è sconvolta perché tutte le volte che si cerca di abituare il pubblico ad un progetto musicale nuovo, succede che il pubblico (bue) non capisce. Si infuria tanto che le escono trecento-quattrocento parolacce (ca**o, vaff***ulo, etc. etc.), per la verità senza un vero costrutto. La Mori, che capisce che è il momento televisivo per farlo, si alza, noncurante delle buone maniere, e le va ad asciugare una lacrima. Imperdibile sciacalla.
Potrei cominciare dicendo: ridateci Simona. Ma non vorrei passare per quello che non sopporta Claudia Mori. Povera donna, ancora non m’ha fatto nulla. Mica ha bocciato Valerio Scanu (finora) o ha portato sul palco della trasmissione un suo protégé (di quelli che hanno già un contratto firmato) (finora).
Ma c’è da dire che intorno alla sua figura aleggia una strana atmosfera. Sarà forse per questo motivo che non è riuscita a infilare una battuta in italiano manco a pagarla, più o meno per tutta la serata. Quando succede ad “Amici” a Garrison nessuno ci fa caso, ma la Mori mica è una extracomunitaria. Almeno, se lo è, nessuno me l’ha detto.

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