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Valerio, Alessandra, Luca, Silvia e Martina hanno perfino i loro video. “Amici” ha rotto un altro tabù. Marco Carta, in effetti, ormai è, in qualche modo, un attore consumato, visto che ha al suo attivo tutta una serie di piccoli racconti cinematografici, alcuni anche interessanti, per scelte stilistiche. Poteva sembrare che il grande piccolo Carta fosse una meteora impazzita, e invece a confermare che non ce n’è per X-Factor, anche altri piccoli e grandi astri amiciani si sono buttati su un veicolo musicale fortissimo, anche per la presenza nel palinsesto di tanti giovani e meno di MTV.

Ciascuno, però, l’ha fatto a suo modo, e sinceramente non tutti in maniera esemplare, anche perché più che evocativi certi cortometraggi sembrano piuttosto mal girati, forse anche per via della fretta e della disattenzione con cui certi prodotti si fanno in Italia.

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Qualche tempo fa, m’è successo di parlare di “Fino all’anima”, il singolo scritto da Nek per Silvia Olari, una canzone pregevole, piena di forza e cantata magistralmente. La voce della Olari è una sicurezza, piena di sfumature, in grado di emozionare come dal vivo così anche su disco.

Non a caso, tra i cantanti di “Scialla”, lei è presente nel disco con ben tre canzoni da lei interpretate, e riprese in parte nel suo bellissimo ep (“Raccontami di te”, “Wise girl”).

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Non ho mai avuto una grande opinione di Martina Stavolo (forse sono stato anche screanzato quando ho inventato per lei il soprannome di Mentolina) e continuo ad avere qualche remora a parlarne, perché non sempre, durante la sua esperienza televisiva, è stata limpida nei suoi atteggiamenti.

D’altra parte, le riconosco un miglioramento straordinario, nonostante il minore talento canoro rispetto alle altre cantanti di questa edizione di Amici, nonostante la terra bruciata che le è stata fatta non solo da Jurman, che invece alla fin fine non l’ha maltrattata, ma da quelle simpaticone di Grazia e Graziella (tra l’altro, mi chiedo davvero che ci stiano ancora a fare quelle due in commissione… cosa dobbiamo fare per farle cacciare? chiamare la croce rossa internazionale, avvisare i marines, far intervenire direttamente l’ONU?).

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Non ho nostalgia delle mie infelici storie passate. Ho fatto del mio meglio per dimenticare, tanto che sono anestetizzato. Nulla mi tocca, ma neppure per sfiorarmi l’anima. Quando sento, però, qualcuno che canta quel sentimento che tanto mi ha fatto disperare, mi sento intenerito per un attimo. Solo uno, però.

Quando ci si abitua a sentire tutto ciò che è intorno con noncuranza o ironia, come se non ci fosse più niente da aspettare in una vita monotona e ripetitiva, bisognerebbe immaginare, almeno fantasticare un abbraccio forte, una carezza, che giungesse fino all’anima e le desse un’altra vita, nuova vita.

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Della turbolenta schiera delle due G, sono rimaste solo le legioni napolitane, e non è un errore di spelling. Un po’ alla volta, la ragione ha avuto la meglio sulle argomentazioni tragicomiche di Di Michele-Scalise e il televoto ha distrutto la loro piramide di paura, costruita spesso sull’anti-jurmanità.

Dall’altra parte, invece, ci sono ancora Valerio e Alessandra a tenere alto il pennone dell’altra scuola di canto, quella che per ora ad “Amici” ha realizzato talenti e, a parte le vittorie interne, ha conquistato qualcosa anche fuori (il festival di Sanremo, tanto per dirne una).

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Per aver spostato i termini di quel che significa cantare, per aver dimostrato che anche la mia vicina ottantenne potrebbe avere un futuro nella musica, per averci dato momenti forti di ilarità e gioia inconsulta, per aver raccontato con impareggiabile bravura che il “cuore” possiamo avercelo tutti, anche lo zio Ciro, tutti dovremmo dirti grazie.

Grazie perché senza di te non avremmo capito quanto la Di Michele può essere stolida (la Scarponi al confronto sembra Einstein e il maestro Palma un futuro premio Nobel). Grazie perché senza di te come avremmo capito che la commissione è composta da gente livorosa e piena di sé tanto da sentenziare che tu ce l’hai il talento, mentre altri, sticavoli, manco pa’ capa?

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Tremano le mani a scrivere che, finalmente, la Stavolo è uscita dalla scuola di “Amici”. Non c’era stata finora cantante più crudele a calcare le scene dello studio di Maria. Se chiamano lei sanguinaria, cosa dovrebbero dire di Martina? Forse, un soprannome adatto sarebbe: “Gengis Khan”, o “Attila flagello di Dio”.

Ma la poverina, eliminata con una settimana di ritardo, giusto per seguire il fidanzato Adriano, aveva ieri sera anche qualche ragione da mettere sul piatto della bilancia. Insomma, più del fiancé, che invece s’era spento proprio nel rapporto conflittuale con quella megera di Alessandra Celentano, che vedendolo primeggiare ha provato a distruggerlo in ogni momento, esagerando le sue critiche ad arte, Martina ieri poteva recriminare, mentre con eleganza e raffinatezza non l’ha fatto nemmeno per dodici secondi.

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Silvia Olari è uscita dalla scuola. Non parliamo per ora di ciò che è accaduto dopo (e di Jurman che legittimamente ha voluto riaprire il caso). Parliamo per ora di come Silvia sia stata cancellata dalla scuola e di quali meccanismi abbiano portato alla sua eliminazione.

La Olari entra ad “Amici” salutata con gioia da tutti come un grande talento. E’ l’unica, da tanto tempo, che sa suonare il piano, conosce già di musica e ha già una incredibile capacità di mettersi al passo con i suoi compiti. Però, come spesso succede ai grandi talenti canori passati da “Amici” da qualche anno a questa parte (Max Orsi, Karima Ammar, Marco Carta, tanto per citare quelli più ovvi), si alzano le barricate, si creano trappolone e ostacoli, in modo da farla cadere in simpatici cul-de-sac, perché deve passare un messaggio assurdo – quello che chi canta può anche non cantare, basta che “trasmetta”.

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La seconda puntata del serale di Amici 8 si chiude con due sorprese: la prima è la vittoria, non pronosticabile, dei Bianchi, che, in effetti, hanno inseguito i Blù per tutta la durata della trasmissione (poi, chissà come mai, riescono a vincere: potenza del televoto o un amabile scherzo di Chicco Sfondrini?); la seconda è che la commissione, cui stavolta il pubblico grida apertamente: “buffoni buffoni”, salva la Stradaioli e getta nel dimenticatoio la povera Caracciolo, rea, forse, di aver scelto un profilo molto basso per tutta la durata del serale.

Andreina è una ragazza dai mille volti: chi poteva aspettarsi, in finale, da lei qualche velenosa affermazione, si sarà dovuto ricredere. Con un sorriso meraviglioso ed emozionato, la Caracciolo ha salutato con garbo tutta la trasmissione, uscendo in punta di piedi e portandosi dietro il suo talento (per ora) incompreso.

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E’ stata una serata strana. Domenico risuscitava dal suo letargo e ritrovava i complimenti di Garrison. Daniela, dal canto suo, non uccideva Gianni Sperti, che deve essere tanto forte, ma davvero tanto, se neppure la Barale l’ha ammazzato. Perfino Silvia usciva dal suo mutismo per sembrare viva e vegeta, oltre che splendidamente canora e melodica.

Insomma, tutta una serie di resurrezioni, di imprevisti, di gigantesche novità (e se vogliamo perfino la stravaganza della love story intuibile a fine puntata tra Luca e Alice è stata un colpo di scena, che, se l’avesse pensato Chicco, allora sarebbe davvero un autore televisivo di fama internazionale).

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