Ad “Amici”, inedita lezione di recitazione. Fioretta Mari, seduta accanto ad un silente Patrick Rossi Gastaldi, mette a confronto due discepoli: la cantante (si fa per dire) Cassandra e l’attore (si fa un po’ meno per dire) Sebastiano. La Mari insiste e sbraita: vuole che Cassandra immagini altrimenti Sebastiano. E lei, quasi sotto ipnosi, lo pensa (edipicamente) come un palo. Da quel momento in avanti, l’infelice Seba (già un pesce bollito fin da subito) diviene un pesce bollito che non parla, e che, anzi, quando ride, viene redarguito dalla Mari in versione Crudelia Demon.

Cassandra, invece, dal canto suo, non è che sprizzi doti recitative da tutti i pori. Mentre la Mari la incalza (“Fa’ qualcosa, ti prego: fa’ qualcosa”), invitandola perlomeno ad adornare il “palo”, a mettervi accanto una donna (chissà, forse una lap-dancer oppure una elettricista?), a cambiarlo in qualche modo, lei non riesce a combinare nulla: gli si mette accanto, aggiungendo palo a palo e irritando la povera professoressa. Poi, gli si avventa contro e comincia a scuoterlo con veemenza. Non è che la scena ci stia guadagnando in intensità. Anzi, è tutto sempre più ridicolo… finché…

Finché Cassandra, con tono acido, stizzito, non sbraita: “Perché amiamo lo stesso uomo?”

Panico in sala. Sebastiano perde l’aplomb da palo per un attimo. La Mari interviene mandando in scena altre due (pseudo)attrici. Rossi Gastaldi è inebetito, mentre, forse, pensa di essere lui l’uomo conteso. Gli altri, invece, sembra quasi che non abbiano capito: forse, stavano togliendosi le piattole, o pensando semplicemente ai fatti loro. Insomma: dovrebbe essere in atto un caso straordinario, ma nessuno se ne accorge. Le due attrici sul palco si tirano i capelli e scuotono il sedere, incitate dalla Mari ad una litigata tra comari cretine. Sembra che non ci sia altro che la squallida lezione di recitazione.

Seba, un po’ allampanato, chiede di uscire e la Mari lo apostrofa con rabbia: “Resta e tira fuori le palle”, come a dire: un attore continua sempre a recitare, anche quando è messa alla berlina tutta la sua identità. Ma forse avrebbe potuto “tirare fuori le palle” prima, se non gli fosse stato imposto un ruolo da tossicodipendenti, o da maniaco-depressi.

Quando i due tornano a rivedersi dopo la sfuriata cassandriana, Seba è talmente dolce che verrebbe voglia di mangiarlo a bocconi. La prende e la abbraccia: “Non ti preoccupare”, le sussurra intenerito, come se tra loro non ci fosse stato nulla, o come se lei fosse la parte “lesa”. Cassandra comincia a dare la colpa anche al suo amore che non la contraccambia (il ballerino Francesco, potente tronchetto-della-felicità, adocchiato anche da quella megera della professoressa di danza classica); lui cerca di spiegarle che il suo atteggiamento con Francesco non deve essere frainteso, che tutto è bene quel che finisce bene, e che due + due fa quattro, anziché cinque.

Cassandra gli si scioglie in mano: sembra una piccola fontana, mentre è solo una ragazza semplice, forse troppo presa da Francesco, tanto da scambiare lucciole per lanterne.

Il gioco dell’audience, però, le riesce: telecamere accese su di lei, milioni di post su tanti blog diversi, uno perfino qui sopra. Ma l’impressione è che abbia voluto tirarsi fuori dall’impiccio di una improvvisazione che non sa fare con una dichiarazione inutile, sbagliata, tragica. Magari non voleva disfarsi davvero di Seba, ma quel che ottiene è, invece, proprio quello: oggi, la commissione (nella persona di Rossi Gastaldi) sventola davanti all’attore un avviso di sfratto, gli fa intuire (per dirla con altre parole) che la sua avventura è quasi finita.

Facile da pensare, naturalmente, che tra i due episodi corra un fil rouge, non proprio senza ripercussioni come quelli di “Giochi senza frontiere”. Ed è un peccato.

E’ un peccato, perché Seba è un bel ragazzo: il pizzetto appena accennato, l’occhio relativamente trigliesco, la voce suadente, finalmente una potente voce da attore. Probabilmente non è male neppure come ballerino, forse ci si può lavorare anche come cantante. Insomma: Seba potrebbe studiare da vincitore (e sarebbe finalmente una vittoria anche per il duo Rossi-Mari, che finora non è mai riuscito a piazzare nessuno) e, vista la sua avvenenza, la sua capacità interpretativa (nella prova con la bellona di “Rivombrosa 2”, sembrava lui il professionista), le sue qualità, forse ce la potrebbe fare, anche senz’essere un raccomandato di ferro, come il Federico (lui, sì, prepotentemente gay) dell’anno scorso.

Eppure, Cassandra, con quell’uscita infelice e le sue conseguenze, forse ci ha privato di un sicuro finalista, tra l’altro meritevole, travolto dal gossip, tanto più scorretto visto che, con ogni probabilità il ragazzo non è omosessuale.

Se anche lo fosse, intendiamoci, non ci sarebbe da scandalizzarsi: anzi, dal canto mio, gli chiederei volentieri il numero di cellulare…

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