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Simona Ventura l’aveva promesso: “Mi toglierò dalle scarpe diversi sassolini”. E così ieri notte, chissà quanti avranno seguito l’ultima puntata dell’ “Isola dei famosi” per sentirne delle belle. In verità, le belle non si sono sentite e lo sfogo della presentatrice è stato ridottissimo, annacquato in un generale clima di grandi sorrisi e felicitazioni.

In realtà, forse, la Ventura s’era già liberata di qualche fastidiosa cura durante la conferenza stampa di fine programma: in quell’occasione aveva attaccato alcuni sedicenti concorrenti che lei stessa o la produzione non avrebbero mai contattato, ma che millantavano una loro possibile partecipazione al programma sulla base di cachet salatissimi. Ed inoltre, poi, la biondissima presentatrice aveva anche attaccato malamente Karen Picozzi, rea di aver reso dichiarazioni piuttosto acide nei confronti della redazione dell’ “Isola”.

La Picozzi, una delle concorrenti meno amate di tutti i tempi, uscita per sua decisione ben prima di essere cacciata dall’isola con ignominia in uno dei televoti più scontati di tutta la storia del reality (ed infatti riusciva a totalizzare un miserrimo 7% a proprio favore), s’era risentita in particolare per il montaggio del day-time, dove lei avrebbe rintracciato la volontà, da parte di chi lo preparava, di metterla in pessima luce. In realtà, non vi si è mai rintracciata nessuna parzialità nei suoi confronti: semmai, il montaggio dei reality è crudele con tutti, soprattutto con chi ha qualche momento sopra le righe, perché, riproducendolo diverse volte durante la giornata, dà di qualcuno una immagine che, per ovvi motivi, è distorta.

Ciò è, però, sempre successo, e non solo all’ “Isola”: per costruire un personaggio, la tv è costretta, infatti, ad esasperare i toni, ad esagerarne i tratti caratteriali. Questo è il modo migliore per caricaturare qualcuno e farlo diventare così un protagonista, fissandolo in un tipo (così come facevano i commediografi antichi, peraltro): chi si ricorda, ad es., del nome di Orsacchio o di Medioman, così ribattezzati dalla Gialappa’s e poi entrati a pieno titolo nella storia della televisione?

Né Orsacchio né Medioman sono o sono mai stati davvero come li aveva “dipinti” il “Grande Fratello”. La tv, però, ha bisogno di riconoscibilità, per cui deve ricorrere a semplici schemi: Karen (come poi con abilità lei stessa avrebbe dichiarato in tv, dopo essere tornata a casa) non può essere semplicemente la mamma adottiva del suo più giovane compagno di avventura Vittorio De Franceschi (il finanziere che, ieri sera, ha detto che forse non tornerà mai più al suo vecchio lavoro), o la sua amica fidata, o un alleato in una guerra di nomination. La telecamera ha bisogno di rendere le cose in modo più patente, meno sfumato, e quindi ipotizza un rapporto “amoroso” tra i due: ne parlano, così, i giornali; ne parlano le trasmissioni televisive; probabilmente, ne parlano anche interi paesi, compreso quello di Karen (il che è un disastro, soprattutto per la sua famiglia). Di Vittorio, invece, nessuno si sorprende più di tanto.

Karen finisce dunque in quel tritacarne mediatico, ma la verità è che ciò non è responsabilità di nessuno, tranne che del linguaggio che la tv impone. Anzi, per la verità, la Ventura prova, più volte, quando ancora la Picozzi (sposata e con figli, ma stanca del marito per sua stessa ammissione) è sull’isola, a farle capire che la situazione in Italia per lei non è tutta rose e fiori. E così le consiglia, neppure tanto allusivamente, di cambiare atteggiamento. Karen, però, che è una gran testarda, non ne vuole neppure sentire parlare. E il disastro arriva, volente o nolente: un disastro che poteva colpire la Picozzi in modo anche peggiore e che tutto sommato, invece che uno tsunami, crea una tempesta in un bicchier d’acqua, che durerà lo spazio di un millisecondo e che non si può credere lascerà un grande strascico nella sua vita.

Purtroppo, la fama si paga. I mass-media, di fronte a storie equivoche come quella della Picozzi, vanno a nozze. Lei, partendo per l’avventura isolana, doveva immaginare che qualcuno si sarebbe incaricato di raccogliere notizie, diffondere pettegolezzi, ricamare su qualche dato o parola di troppo. Che, poi, lei stessa, per rendersi più “interessante” agli occhi della redazione, abbia detto che era incerta se lasciare il marito, è un errore che è Karen a compiere, non certo la Ventura o il suo gruppo di autori.

I nuovi naufraghi televisivi siano ben consci di un fatto: quando rendono una dichiarazione davanti ad una redazione di un programma tv, non stanno parlando ad un amico dei fatti loro, o al loro confessore, o ad uno psicologo, che è tenuto al segreto professionale. Quando lo capiranno, forse, certi infortuni saranno più difficili da verificarsi.

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