peppppino5gy9.jpgGiuseppe Salsetta, cantante ad “Amici” per la Squadra del Sole, era un idraulico. Passava dieci ore al giorno ad aggiustare rubinetti, a sistemare tubi e viveva un’esistenza normale. Era ben retribuito (si sa che gli idraulici sono pagatissimi), aveva una fidanzata. Insomma, cosa poteva volere di più?

Purtroppo, in lui bruciava l’ardore artistico. Si incamminò verso Maria (la De Filippi) e venne scelto per entrare ad “Amici”. Chi gliel’ha fatto fare?

Pasqualino Maione ha un anno di più e la cocciutaggine di chi è nato in Germania. Fino a poco tempo fa non aveva un’occupazione fissa: tanto piano bar, tante feste in piazza (la famosa sagra della salciccia). Un giorno, anche lui prese il suo zainetto per muoversi in direzione Maria. E anche lui venne scelto per entrare ad “Amici”.

Pasqualino e Giuseppe, Giuseppe e Pasqualino sono due facce della stessa medaglia: nessuno dei due è un cantante, nessuno dei due ha probabilmente il talento per diventarlo. Però, inseguono il loro sogno e questo blog non è nessuno per impedirglielo. Tuttavia, qualcosa bisognerà pur dire su quel che han finora dimostrato.

Giuseppe ha la personalità canora di un corista di terza fila. Appena appena sforza con la voce, gli escono guaiti simili ai lamenti strazianti di un micino annaffiato con acqua e torturato con la goccia cinese. I professori, quando lo vedono muoversi sul palco, ridono sganasciandosi – eppure, dovrebbero piangere, piuttosto, per come canta. E’ al limite dell’indecoroso e, quando azzecca qualcosa, in quelle rare occasioni è di un piattume talmente noioso che verrebbe voglia di sapere perché al mondo dobbiamo tutti soffrire così tanto ad ascoltarlo.

Pasqualino, invece, è di tutt’altra pasta. Grida, tuona, si inalbera cantando. La potenza non gli manca, anche se la perfezione è di un altro mondo. Certo, non si tratta di un altro Al Bano, anche se lui si immagina, con simpatica protervia, tra qualche anno con qualche ruga in più, ma tanti dischi venduti. Forse immagina di metter su un negozio e venderli in proprio: altrimenti, non si sa davvero come potrebbe fare.

Anche il Maione, che pure è più preciso del Salsetta, infatti, ha la personalità canora di un bradipo urlatore in pensione. Quando, invece, si mette ad arrocare la voce per sembrare più intenso (saranno i consigli di Palma?), ci si trova davanti ad un disperato canto del cigno. Il rantolo è in agguato, finché prende il sopravvento: per un attimo il Maione esaltato diventa quasi peggio (e ce ne vuole) del Salsetta languido e addolcito, che non sa sparare, povero lui, neppure un acuto oltre la mitica ottavina che gli resta.

Ma, diciamo noi, poveri utenti della De Filippi, ma non potevate voi professori (Di Michele, Vessicchio, Palma) trovare qualcun altro da ammannirci? Perché non avete preferito voi della redazione (Zanforlin, Sfondrini) far entrare un ginnasta senz’arte né parte, una ballerina col collo storto, una attrice senza cachet? Perché, perché, perché?

E perché quella simpaticona dell’attrice Marina continua a farci sfondare i timpani con il suo figurino (il Maione), invece che puntare sull’unico cantante di talento che ha sottomano (Marco Carta)? Non sarebbe meglio perdere una volta la sfida, che sentire ancora il Maione rovinare la musica di Battisti?

L’arte, ragazzi miei, dovrebbe essere il vostro obiettivo: non restare dentro la scuola senz’averne i mezzi e le possibilità.

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