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Dovrei dormire, ma in questa notte di Natale passata con la nausea influenzale mi è capitato sott’occhio una ricerca che ha condotto un utente su questo blog: cito testualmente (e assicuro che l’utente non ero io): “Luca Zanforlin ha un bel fisico”.

Mi sono un po’ meravigliato. Poi, ho improvvisamente ricordato il post che ho scritto qualche giorno fa su Luca Jurman e ho dovuto tacere, anche mentre parlavo con me stesso. Tuttavia, io scherzavo (insomma… fino ad un certo punto): qui, invece, è tutt’altro paio di maniche.

Mi sono stupito non perché Zanforlin sia un brutto uomo (per essere un ferrarese doc, classe 1965, fa la sua bella figura in blue jeans… anzi! mi propongo subito per un pacs-dico-relazionestabile), quanto perché, se proprio nel cast di “Amici” devo andare a cercarmi uno con un bel fisico, allora punterei sull’uomo più sexy del mondo (non secondo me, ma secondo un sondaggio americano), Marco Castellano, che si vede poco nel programma, ma quando si vede è un bel vedere.

Questa osservazione mi ha condotto a considerare i motivi per cui Zanforlin, detto anche volgarmente “Zanfo”, abbia tutto questo successo mediatico. Mi sono chiesto: se a condurre la fascia pomeridiana di “Amici” ci fossi io, avrei lo stesso appeal e qualcuno andrebbe a cercare su google “Rembò/Lewis C ha un bel fisico”?

 

Non saprei. Certo, la trasmissione sembra adatta a rimettere in piedi carriere traballanti. Quel che tocca la De Filippi, improvvisamente, diventa oro luccicante. Non a caso il prossimo anno, o fors’anche prima, “Buona Domenica” dovrebbe passare proprio alle sue cure, in una sorta di quasi ritorno in famiglia, visto che il marito l’ha condotta per diversi anni.

Ciononostante, “Zanfo” ha dalla sua un curriculum di tutto rispetto, a parte la laurea in Lettere. Quando lavorava a gay.tv, della quale era una sorta di collaboratore, anche se ritenuto la “punta di diamante” dell’intera rete, aveva già mosso più che i primi passi in tv, sempre su sponda Mediaset, collaborando a diverse produzioni, anche se non mai di grandissimo successo, fin dal lontanissimo e dimenticato (a ragione) “Ore 12” con Gerry Scotti (la storia lo ricorda solo per un caso di plagio del dirimpettaio programma di Guardì su Rai2, mentre il gruppo autoriale di Scotti faceva piuttosto il verso a “Facciamo un affare” con la Zanicchi). E’ in effetti proprio quest’ultima la donna con cui ha più collaborato in tv prima della De Filippi: per lei firma, a distanza di anni, due importanti show serali, “Iva Show” e “Testarda io”. Ricordo brevemente il resto: “Perdonami” con Davide Mengacci, sorta di prototipo del primo reality alla “C’è posta per te”; “Goccia nel mare”, con Mara Venier; “30 ore per la vita”, con Lorella Cuccarini e Marco Columbro; e poi tutta una serie di veri e propri reality, come “Brutto anatroccolo”, con Amanda Lear; “Meteore”, con Gene Gnocchi; “Bigodini”; “Tempo di Musica”; “Un’italiana per Miss Universo” e “Super”, con Elenoire Casalegno; “Pop Star”; “Le faremo sapere” (“Provini”); e infine “Chi c’è c’è”, con Silvana Giacobini.

Ora, è dalla terza edizione di “Amici” che collabora con la De Filippi, prima con un ruolo defilato (similmente al suo amico e predecessore Peppi Nocera), poi con una presenza in video sempre più forte, anche maggiore rispetto allo stesso Chicco Sfondrini, che la De Filippi aveva in qualche modo nominato suo sostituto per alcune dirette e soprattutto nel pomeridiano. Ora, Zanforlin è talmente conosciuto che rilascia interviste, gli vengono presentate figlie promettenti da madri premurose, ha scritto un bestseller dal quale è stato tratto un importante musical, legato naturalmente alla scorsa edizione del programma: insomma intorno a lui c’è movimento, forse anche troppo.

Chi lo ricorda a gay.tv non lo riconosce più. Non è passato solo del tempo: Zanforlin è sicuramente diventato più capace, più preciso, riesce a stare nei tempi, anche se non sempre ha la battuta pronta (e con i ragazzi decisione e capacità di risposta esplosiva sono doti necessarie per non fare brutte figure), ha comunque acquisito una certa dimestichezza. Tuttavia, sebbene abbia trovato una sua cifra attoriale adatta al programma (forse anche perché ha avuto il tempo di sbagliare e affinarsi), resta un presentatore debole: non ha il polso per capire il momento giusto (l’intuito animalesco per la conduzione tipico della De Filippi); non è in grado di essere abbastanza autonomo dal suo modello per emanciparsi e gestire il programma senza seguire la grammatica delle scelte defilippesche; spesso e volentieri, si trincera in una posizione corporea che esprime piuttosto difficoltà e chiusura, come quasi fosse una umbratile presenza, che senza piacere si mette davanti alle telecamere.

Ma, se nel caso di Sfondrini, che ebbe pure lui un tempo difficoltà davanti alla telecamera, ciò è perfettamente in accordo con il suo spirito schivo, per Zanfo non si può dire lo stesso. Davanti alla lucina rossa che si accende, Luca è, o almeno dovrebbe essere, a suo agio. Ama questo lavoro, forse perché è un po’ narciso (e sicuramente, se legge questo post, sarà contento che qualcuno lo trovi talmente sexy da cercarlo online).

Insomma, se nel ritorno dal satellite alla tv in chiaro ha perso quel tanto di naiveté che lo caratterizzava non in modo esaltante a gay.tv, ciononostante l’ha fatto senza acquistare del tutto il mestiere. Si intravvede, però, sempre ed ancora quella sua gentile sensibilità, quella sì defilippesca, che gli consente di mettersi sulla stessa linea d’onda dei ragazzi della scuola. Non avrà la stessa abilità della conduttrice nel comprendere istintivamente l’animo umano, ma certo ha la capacità di creare rapporti empatici, trovando il modo di far ragionare spesso tra le lacrime anche i più riottosi.

In altre parole, si vede che ci tiene. E questo è sicuramente il suo lato più umano e migliore.

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P.S.: devo ammettere che in queste fotografie, con il pizzetto, Zanfo è fascinoso. Adesso provo a fare anch’io quella ricerca su google…

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