E’ il 14 novembre dello scorso anno. In sala relax, tra una prova e l’altra, i tre ballerini più in di “Amici”, Francesco Mariottini, Gennaro Siciliano e Gianluca Conversano (tra l’altro, attualmente fuori dalla scuola, perché già eliminato), discutono amabilmente tra di loro, i piedi ben in vista, di argomenti davvero interessanti. Il più taciturno è Gianluca, che appare davvero fuori luogo tra quelle due arpie. Gennaro lo punzecchia dall'”alto” della sua abilità (saranno stati gli elogi della Celentano a renderlo così odioso?), mentre intesse un dialogo davvero godibilissimo con il Mariottini.

Si parla di tutto, anzi di cultura con la C maiuscola. Viene fuori, suscitato da chissà cosa, il nome di Madame Bovary (l’eroina del romanzo omonimo di Flaubert). Gennaro, mentre si liscia i capelli, arriccia la voce in modo da farla diventare più acuta di quella di un soprano naturalmente gay, rispondendo a Gianluca: “[Madame Bovary] è tipo dire: Cinzia. Tu sei Madame Bovary da oggi. Sabato lo dirò a Maria…”.

 

La fantasia del Siciliano appare davvero strepitosa: Gianluca, in questa trasformazione, diverrebbe una donna! E il nome francese andrebbe a sostituire, perfino sul banco, quello del Conversano stesso. Amabile calembour! Ciò che stona è che Gianluca sembra ancora un uomo – di Gennaro, invece, sospettare la mascolinità è sinceramente impresa ardua. Infatti, mentre parla con tono strafottente, con quella voce presa a prestito da un en travesti, sembra voler evidenziare di sé tutto il suo essere intimamente donna, ma proprio donna nel profondo (quando uscirà dalla scuola, anche lui farà la solita intervista a gay.it, difendendo la sua pretesa asessualità? Io ci scommetterei).

Ma il bello (Francesco, se vogliamo) deve ancora venire. Innescato dall’acido commento del ballerino dal fisico meno invidiabile che si sia mai visto sul palcoscenico della De Filippi, il Mariottini, con la serietà che gli viene da anni di gavetta, interviene nella conversazione, chiosando, a proposito della Bovary: “E’ quella che ha preso il Nobel, no?” e poi specificando che l’avrebbe preso per la radioattività, con suo fratello (chissà, magari Monsieur Bovary…).

Mentre Flaubert si sarà rivoltato nella tomba due o tre volte, e con lui i poveri coniugi Curie (che non erano fratelli, anche perché, altrimenti, non avrebbero mai potuto sposarsi), Mariottini si scava ancora di più la fossa, aggiungendo nel caos della sua povera mente anche “Canone inverso” di Maurensig, immaginando che Emma Bovary sia anche lì, moglie infedele di un medico di provincia, evidentemente. Peccato che Mauresing parli di un violinista maledetto e non di una storia di corna. Va bene, qualcuno dirà: ma sono quisquilie.

In effetti, se Francesco avesse tirato fuori l’Oscar invece del Nobel e avesse confuso se stesso con un ballerino, sarebbe stato anche peggio.

Il fatto è che, con una voce sempre più tendente al falsetto, quasi volesse fare una gara di virilità con Gennaro, Mariottini si dà ulteriormente la zappa sui piedi da solo, immaginando un ospedale dove i raggi X (per inciso scoperti da Roentgen, non dai Curie) costringerebbero un medico a coprirgli le pudenda (sarà una sua morbosa fantasia sessuale?). Gennaro, in un disperato tentativo di recuperare di credibilità eterosessuale, interviene per bloccarlo, virilmente: “Ma sono matti [il medico e i suoi assistenti, naturalmente] se ti dicono così, con questo tono! Dove sei andato? A casa di Topolino?”.

E poi c’è ancora qualcuno che si chiede se Mariottini è omosessuale. Mah, insomma, ragazzi, è ovvio! Non sa distinguere una cosa dall’altra.