Karina, oggi, avrà avuto un attimo di gioia. Nella sua squallida vita (si parla di quella in tv, sia chiaro), dev’essere una soddisfazione. E’ riuscita, con abile mossa, a togliersi dalle scatole Marco Filippin, l’unico tronista che la mettesse in un angolo, facendole divorare litri di bile. La Cascella, poverina, infelice opinionista senz’arte né parte, ha così vissuto il suo attimo di gloria, intervenendo (come sempre, a sproposito) a sfavore del tronista, per il quale, quest’oggi più che in altre occasioni, ha avuto parole al limite della diffamazione.

Marco, sicuramente, ci ha messo del suo, essendo, per così dire, fatto a suo modo. Ultraquarantenne, si atteggia e si comporta come se fosse un ragazzino: tra magliette strizzamuscoli e occhi azzurri, la zazzera sale e pepe e la parlantina, ha il suo fare guasconeggiante, che fa tanto ridere, piuttosto che prendersela. E’ un uomo bello, e lo sa: durante il trono, ha anche posato per un calendario – tutto per beneficienza, s’intende, per i bambini pazienti del centro C.R.O.

Eppure, perfino in quell’occasione, quando hanno girato per lui un backstage divertente e sexy, com’è normale in questi casi, il pubblico l’ha trattato a pesci in faccia, come se l’iniziativa non fosse lodevole. La Cascella, che, sia detto per inciso, fa la testimonial di una di quelle chat-line utili solo a spillare soldi, e non per aiutare nessuno se non il proprio portafoglio, se n’è uscita con una di quelle dichiarazioni che un uomo meno gentile avrebbe potuto rispedire al mittente: “Ma chi vuoi che compri un tuo calendario?” (occorre immaginarsela mentre usa il suo napo-italiano; la trascrizione della battuta, dunque, sarebbe da correggere).

E’ vero, comunque, che in tutto il suo trono Marco non ha avuto un gran riguardo verso le sue corteggiatrici. Ma chi, tra i suoi predecessori, l’ha avuto? Forse il Costantino Vitagliano che s’è fatto vedere proprio durante le sue puntate, a recuperare un po’ della perduta popolarità che ha avuto per via della sua (finta) storia con Alessandra Pierelli? Sinceramente, di Costantino si può dire di tutto, ma non che abbia avuto tatto durante la sua esperienza di tronista.

Ma Marco ha sbagliato da un’altra parte: non nell’essere “provolone” (se è così, non è che possa essere altrimenti), non nel voler insistere nel baciare tutte le ragazze che si dicevano a lui interessate, neppure nel “rubare” all’altro tronista (uno dei più noiosi in assoluto, tanto che non se ne ricorda neppure il nome) una o più delle sue corteggiatrici, ma nello scegliere per il finale tutte quelle più folli: dalla quarantenne Flavia (talmente scottata dal suo divorzio da non volerne sapere più di uomini, come ha più volte affermato con decisione) alla più giovane Agnese (passata, per ragioni oscure, al trono di Marco, cui aveva regalato babbucce e plaid, alludendo pesantemente alla sua età), per tacere di Veronica.

Flavia non è una donna di animo crudele, ma la sua propensione alla sceneggiata è talmente forte che ipotizzare una vita con lei sarebbe da pazzi. Si intuisce in lei una difficoltà a relazionarsi con l’esterno, una difficoltà che ha, come lei stessa ha asserito, qualcosa di patologico. Allo stesso modo, Agnese pure ha dimostrato di non essere pronta per una storia (che poi rimproveri Marco per questo motivo, è assolutamente contraddittorio): nella sua vita c’è ancora molta voglia di ex, come del resto s’è intuito, in queste ultime puntate, quando è venuto fuori, e nessuno l’ha smentito, che lei continui a frequentare la casa del suo ultimo fidanzato.

Marco, in queste condizioni, avrebbe dovuto scegliere tra una donna che non l’aveva mai voluto e che s’era inventata un modo per stare in tv e una che, magari, un po’ lo attraeva, ma era davvero troppo sui generis per consentire una relazione normale. Quanto alle altre due, Veronica s’è dimostrata rancorosa e gelosa, venendo a raccontare una storia assurda cui, naturalmente, hanno creduto (volentieri) la Cascella e pochi altri, fatta di sms banali e di poco peso, di baci registrati da memorie ballerine, di avance probabilmente solo immaginate, mentre Angie, nell’unico momento in cui avrebbe potuto dimostrare la sua verità, s’è lasciata sfuggire l’occasione di passare una notte con quello che, a suo dire, le faceva battere il cuore.

Se Marco ha commesso un errore, è stato, lo si ribadisca, proprio nelle eliminazioni. S’è fatto guidare da un giudizio di tipo estetico, probabilmente, e spesso dal desiderio di rimarcare la propria differenza rispetto agli altri troni. Aveva deciso di non inseguire nessuno e l’ha fatto, quasi fino all’ultimo, coerentemente. Molte fanciulle se ne sono andate così, forse anche quelle che potevano essere davvero a lui legate da qualche sentimento, perché lui le ha lasciate abbandonare il programma, senza rincorrerle.

In tutta questa atmosfera di inganni e pregiudiziali, il Filippin s’è scontrato con il brutto di “Uomini e donne”: il rancore contro il non stereotipato, la solita assurda tiritera del “sei vero, sei falso”, il bugiardo “buon senso” del pubblico parlante, lo starnazzare ipocrita della Cascella e dei suoi giudizi a base di “non sei fashion” e “sei troppo vecchio”.

Oggi, s’è persa una grande occasione per dimostrare a quest’ultima che fuori dal programma, ormai, da tempo, c’è solo lei. Partita come consigliera, è diventata sempre più una comare, talmente inacidita da mettere i bastoni tra le ruote a chiunque, da sputare veleno senza riflettere (del resto, per riflettere, bisognerebbe avere perlomeno un cervello ed eventualmente saperlo usare); quando, poi, da comare si trasformerà in strega di Biancaneve, con mela annessa e nanetti tutt’intorno (i due fratelli Angelucci e poi altri cinque, presi a caso), assisteremo alla sua ultima, si spera definitiva, metamorfosi.