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Gheorghe Jancu era un grandissimo ballerino, una étoile vera e propria: il suo nome faceva il giro del mondo, tutti i coreografi lo volevano, la sua era una carriera d’oro. Ma lo spettacolo ha le sue regole, che chi lo frequenta ben conosce. Anche i grandi successi hanno una fine. Non per tutta la propria vita si può aspirare a vedere il proprio nome brillare sui palcoscenici. Un giorno, un maledettissimo giorno, non si è più abbastanza giovani per continuare.

Anche Jancu, poverino, ha dovuto imparare la brutta arte dell’invecchiare. Si è adattato, quando ormai aveva già abbondantemente superato la soglia dei quaranta (e non era più così bello da vedersi), a fare il coreografo. Intanto, la sua amica e collega Carla Fracci continuava a esibirsi, noncurante dei giovani cui tagliava la strada. Lui, invece, forse ebbe la forza di ritirarsi prima di essere davvero imbarazzante.

Ma, poi, ogni tanto le stelle hanno un momento di amnesia. Dimenticano i loro passati successi e si gettano nel discredito per guadagnarsi ancora cinque minuti di gloria. Jancu ha così colto la palla al balzo: conoscendo Alessandra Celentano, l’ha rapidamente raggiunta per l’edizione serale di “Amici” e stasera ha scritto una delle pagine più oscene della sua vita, deridendo una povera ballerina (Susy Fuccillo), riuscendo a far peggio perfino della sua amichetta di merende.

Un conto, qualcuno forse della redazione glielo dovrà spiegare, è parlare tra amiche prendendo il thé (davanti ad un thé, si può essere maligne quanto si vuole – anzi, da un certo punto di vista, bisogna!): un conto, invece, è prendersela con qualcuno che non può difendersi, davanti ad una platea di milioni di spettatori, solo per dimostrare al mondo di esistere ancora, di non essere morto o, anche, semplicemente invecchiato.

Dev’essere probabilmente una tragedia, per uno come Jancu, scoprire i capelli  bianchi, o le rughe sul volto. In una intervista rilasciata diverso tempo fa, parlava appunto di quanto sia terribile scoprire i segni del tempo per un ballerino: la pancia che si dilata, i capelli che cadono… A leggerla, c’è da farsi venire l’orticaria. Quanta vanità in quelle parole, quanta incoscienza di ciò che la vita rappresenta davvero.

La vita non finisce quando non s’è più abbastanza giovani o belli. La tentazione di restare attaccati allo specchio è una vanità che fa sorridere in un ragazzino, ma che umilia, ahimé, una persona d’età. Pensare a uno Jancu, straordinaria stella del firmamento del balletto, che come un teenager brufoloso si guarda attentamente la capigliatura o non mangia un profiterole perché teme di ingrassare è talmente ridicolo che forse lo si potrebbe definire imbarazzante.

Il mondo non è fatto dai belli per i belli. La bellezza non conta, o conta pochissimo. Il mondo è dei talentuosi, di chi è in grado di smuovere l’anima con le sue parole, i suoi gesti, la sua forza di vita. Poveri quei ballerini che sono talmente pieni di sé da non capire il proprio talento, e che lo riducono a due parole: bellezza e gioventù.

Ancora peggiore è quell’uomo che fa di uno specchio il giudice di quello che è o è diventato.

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