Alessandra Celentano ha la dote del colpo di coda. Ama stupire, come quando, dopo una carriera brillante sui palcoscenici di mezzo mondo, ha tentato di riciclarsi (con grande coerenza) come passaparolina. Però, ricordiamoci che la danza “vera” è quella dei Laghi-di-Cigno e delle punte-dritte-come-fusi. Infatti, come ben tutti sanno, Gerry Scotti recluta proprio su queste basi le sue “letterine”, tipo la Fabiani (che ora, coerentemente con gli assunti della sua carriera, fa i calendari porno-lesbo con Mascia Ferri) o la Lodo (che, coerentemente con gli assunti della sua carriera, è finita nell’inchiesta giudiziaria denominata “vallettopoli”).

Stavolta, la Celentano risponde all’improvvisato musical dei Bianchi (“Yes, I can”) con un video livoroso, che deve spiegare per l’ennesima volta un concetto che ormai è chiaro al mondo intero e che non serviva decisamente ripetere. E, mentre l'”I can” di Giulia e Susy era sembrato un’idea geniale, poetica e per niente cattiva, perfino emozionante, questa replica appare stantia, inutile, deprimente. Tutta quella serie di ballerini freddi e distaccati che fanno i professionisti affermati è parsa d’una noia mortale, come perfino i tentativi di fare il brillantone di Leon Cino, che, brillantemente poi, ha affermato che non può assolutamente credere che la sua presenza potesse servire a attaccare alle spalle i suoi maestri di un tempo, Garrison e Steve.

Ma, a parte questo qui pro quo, la Celentano canna sorprendentemente l’affondo, perché, mentre nel video dei ragazzi ci sono fior fior di professionisti di successo, chiamati alla bisogna dalla De Filippi, dalla sua parte c’è qualche ballerino di “Amici” e neppure tutti – tutti bravi nel loro ruolo, ma nessuna étoile, nessuna stella nascente, nessun talento da classica che ha calcato il palco della Scala. Quei tre-quattro signori, che si fanno grandi del riferimento (filmato) a Nurejev o alla Savignano, sono tutti ancora da inventare: successo? quello internazionale l’han visto col binocolo. Ballano ad “Amici”, con tutto il rispetto, non al Bolscioi. Una di loro, tra l’altro, non si fa neppure vedere sul palco, facendo la mera assistente (e di Steve, tra l’altro). Cosa abbia pensato nel momento in cui ha detto di sì alla Celentano, non è dato sapere. Probabilmente, era sotto barbiturici, o funghi allucinogeni.

Quella, però, che ci fa meno bella figura è quella prezzemolina di Carla Fracci. Nessuno la evoca per nome, intendiamoci. Sarebbe troppo anche per lei. La Celentano, con un fil di voce, esclama: “E naturalmente lei”, senza nominarla, e lei appare, chiusa sempre nel suo solito vestito da scena (facciamo una colletta per comprargliene uno nuovo), a lanciare lo slogan del vecchio che uccide il nuovo. Chissà se Anbeta Toromani, che ci teneva tanto a “esserci”, si ricorda di come venne trattata dalla Fracci in visita dalla De Filippi. Mentre la conduttrice cercava di farle vedere l’allieva, la Fracci non la degnava di uno sguardo e continuava a parlare di sé.

A vederla, però, ripetere stancamente, a distanza di anni, la sua “parte” in un programma così lontano dai suoi abituali palcoscenici, verrebbe di suggerirle, visti gli acciacchi dell’età, che forse, invece che “Yes, I will”, dovrebbe dire: “Yes, I would”.

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