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Cassandra De Rosa, a sorpresa, esce stasera dalla scuola di Amici, tra le lacrime della sua ex-migliore amica Roberta Bonanno e l’abbraccio, fin troppo caloroso, del suo forse-ragazzo Francesco Mariottini. Esce, tuttavia, a testa alta, ben sapendo di avere imboccato la strada giusta, con in tasca la promessa di un contratto con un produttore, una promessa che se ben sfruttata potrebbe significare il successo.

La svolta di Cassandra avviene nel momento in cui nella scuola entra Luca Jurman. La De Rosa, che è una ragazza facile all’entusiasmo e che si lascia guidare sempre da una personalità più forte, gli si attacca talmente che alla fine è gioco forza che ne sia la migliore alunna, nel senso che è quella che segue più alla lettera i suoi insegnamenti.

 

Fatto è che i suggerimenti di Jurman le consentono in breve tempo di trovare una vera identità come cantante, tale da redimere perfino l’imbarazzante inedito che le fanno cantare (“Famelica”, la storia di una fanciulla dal forte appetito sessuale, un po’ fuori personaggio se si tiene conto appunto del percorso emotivo e relazionale di Cassandra) e che diventa, incredibilmente, quello più scaricato dai ragazzi assieme a “Splendi” di Marta Rossi.

Cassandra è cresciuta e ora ha anche maggiore coscienza delle proprie qualità: il timbro interessante non le manca, quel che ancora non ha costruito è semmai una maggiore indipendenza emotiva. Il suo essere sempre legata a doppio mandato a qualcuno (prima a Roberta, poi a Francesco, infine ora anche a Jurman) la fa sembrare più fragile di quel che è, anche se l’emozione le ha giocato diversi brutti scherzi, rendendola meno brillante in alcune occasioni (pur risultando quasi sempre più in palla della sua amica-nemica Roberta, che dalla De Rosa ha preso “sberle” mediatiche, non solo in termini di televoto, davvero forti, anche stasera).

Quando la De Rosa avrà risolto quello che è il suo tallone d’Achille, sarà una cantante davvero a tutto tondo, mutevole e cangiante, capace di mille sfumature, con una splendida estensione vocale, adatta a diversi generi e a differenti stili interpretativi.

Speriamo solo che le capiti qualcosa di meglio da cantare che “non sarò io di certo la zanzara/ per ravvivare le tue notti insonni”.