Insomma, lo volevano tutti (o quasi): il pubblico l’ha gratificata sempre con l’ultimo posto nella graduatoria di gradimento. Cassandra, prima di uscire, la voleva metaforicamente “uccidere”. Francesco l’ha sempre guardata in cagnesco, sempre che possa avere una qualche espressione (oltre a quella del finto tonto). Non parliamo dei bianchi-senza-vergogna: l’hanno seppellita di improperi, imitazioni, cazziatoni finti o reali. Perfino il suo ex-migliore amico Pasqualino la deride con il tono saccente di chi “sa cantare”.

E vogliamo parlare dei professori? Marta è di gran lunga la più odiata di questa stagione: è lei la Crudelia Demon, simile nella sua antipatia riuscitissima a certi personaggi di “Amici” come Rossella (se qualcuno se la ricorda), che pure era una signora ballerina rispetto alla Fuccillo, o come l’amabil stonatore Angelucci, che tramite la sua antipatia è riuscito perfino a vincere una finale, trionfante e tronfio.

Certamente non è che si sia resa da subito particolarmente simpatica. Nota per il suo caratterino, la Rossi ha dovuto fare i conti con una classe di canto particolarmente vasta e con l’antipatia della Bonanno, che crudelmente ha infierito su tutti i suoi errori. Marta ha somatizzato: lei che potenzialmente ha la voce più bella di quest’anno s’è sentita dire la qualsiasi da professori in ansia di palcoscenico (perché o non l’hanno mai frequentato o l’hanno frequentato milioni di anni fa).

Infelicemente, si è avvitata su se stessa, invischiandosi nelle panie degli scontri tra le due squadre. Marta ha sicuramente dalla sua parte la ragione in molte occasioni, ma spesso la ragione non serve ad avere successo. Il modo in cui s’è presentata, la sua lingua tagliente le hanno fatto rischiare l’accusa di essere “acida come lo yogurt”, come si dice in questi casi.

In questa sua ultima serata, quando ha mostrato davvero di quanto sia migliorata, nonostante tutto, Marta ha incocciato nei giudizi velenosi della viperina Di Michele e della sua old fan Platinette, alla quale, come lei stessa ha preziosamente detto, non è arrivata la splendida “Per dire di no” della Rossi, a differenza di una stonatissima “Viva la pappa col pomodoro” improvvisata con tanto di pausa sketch dal semitalentino di Pasqualino.

Naturalmente, le chiacchiere stanno a zero. Immortalata in alcuni fotogrammi da antologia, Marta è stata dipinta come la donna più crudele della terra. I forum volevano, unanimi, la sua testa: forse perfino quelli dei blù.

E ora? E ora ce l’avete su un piatto d’argento, cari miei. Brindate, ma nel vostro brindisi magari pensate che l’inedito di Marta, la bellissima “Splendi”, è la più scaricata dal popolo di internet tra le canzoncine di “Ti brucia”. E riflettete anche che lo stesso titolo dell’album è direttamente sua invenzione, per la quale le consiglio di chiedere il copyright.

Un bacione, Marta. Ci mancherai tanto.