La Fuccillo ci credeva davvero. Era arrivata ad una impensabile semifinale, nonostante il grosso peso della Celentano addosso, nonostante fosse in una squadra che perfino lei guardava con sospetto, nonostante fosse odiata e amata, criticata e vezzeggiata, come solo certe ballerine di “Amici” possono essere. Brevi stelle, spesso; spesso, soubrettine mancate o vagheggiate, che tentano, come ha fatto Sabrina Ghio, anche la strada della grossa amicizia o del reality per emergere dal loro dimenticatoio.

Garrison è bravo, bravissimo a esaltare le loro doti da show-woman: trova la chiave del loro successo in “Amici” senza poter dare loro le chiavi del Paradiso televisivo o teatrale, facendole rischiare l’anonimato subito dopo la loro edizione. Non è colpa sua, intendiamoci: un coreografo bravo fa ballare anche i tronchi di cono, le piramidi di Cheope e Micerino e il Pirellone; non c’è meraviglia che faccia ballare anche la Fuccillo, che, povera lei, non è nata con un fisico slanciato, ma con le forme proporzionate della bella donna del sud.

 

 

Maschera tragica per i crudeli interventi prima di Jancu, poi della più cattiva Celentano dell’ultimo anno, la Fuccillo si è trovata, in questa sua ultima esibizione, proprio davanti allo spettro della danza-che-conta, della “vera danza”, tanto per dirla con le usurate parole dello Janculino (crasi abnorme tra Pasqualino e Jancu), incarnata dal Bolle dei poveri, Francesco Mariottini. E in questa ultima sua apparizione televisiva, ha saputo essere anche pregevole, quasi splendida, sontuosa in alcune prese, senza neppure travolgere come onda anomala Leon, in una coreografia tremenda e speciale di Steve La Chance, che sembrava quasi averla confezionata per uccidere il ballerino sotto la spinta finale della procace “collega”.

Susy, del resto, sapeva da un po’ che lei era la vittima predestinata, e non perché i blù, come tutti immaginavano, avrebbero vinto, ma perché Janculino le aveva tolto, da qualche settimana, qualche voto con le sue brillanti imitazioni. Susy rideva, certo, con il sorriso di chi sa che quel che le era stato dato in tutte queste settimane (lei che era sempre tra i primi al televoto) poteva esserle tolto tutto insieme, in queste ultime due.

Così è successo. Le vittime delle maschere del Maione potevano anche farsene beffe, lei invece ne è stata travolta, distrutta, ridotta a nulla, annichilita. La finale già scritta, tanto ben costruita da poter sembrare decisa a tavolino, tutta corresponsioni e contrasti, con Marco a far da contraltare a Roberta e Francesco a far da pendant a Susy (due blù contro due bianchi, due ragazzi contro due ragazze, due cantanti e due ballerini, ciascuno ben distribuito quanto a sesso e squadra di appartenenza). è stata cancellata in un attimo.

Susy, forse, tornerà a ballare a grandi livelli. Forse Garrison si prenderà una volta tanto la responsabilità di farne una vera ballerina, una volta uscita dalla scuola. Ma, se ha perso la chance di studiare davvero, non deve prendersela con l’ugola graffiata di Marco o con l’agilità di Francesco, ma con le imitazioni rubavoti del Maione e con la solita stupidera dei professori di ballo, i quali, potendo farlo, non hanno votato contro Janculino e l’hanno salvato dalla più giusta delle eliminazioni.

Bye bye, Susy. E’ stato bello.