Non riesco a capire: non credo che ce la farò mai. Ma la Maionchi com’ha fatto? Come ha fatto a scoprire, a quanto sembra dal sito internet che gli organizzatori di XFactor le hanno cucito addosso, Gianna Nannini, Mango e Tiziano Ferro? Sarà stata la fortuna? Saranno stati i suoi collaboratori? Sarà stato il destino?

Se si dovesse giudicare della Mara Maiò solo da quello che ha fatto e disfatto in XFactor, infatti, bisognerebbe pensare che la signora abbia un udito problematico, o gusti improbabili, o un’idea del pubblico italiano davvero molto bassa.

Esaminiamo la questione, perché è davvero interessante – ed ora nessuno accuserà questo blog di parteggiare per un cantante o per l’altro. Non consideriamo i risultati della trasmissione stessa (l’unico cantante della Maionchi arrivato in finale eliminato subito, senza colpo ferire; le vendite dei suoi sponsorizzati minime, talmente basse da non essere citate neppure sul sito celebrativo di XFactor).

 

Consideriamo, invece, i nomi da lei scelti, così da tentare di spiegare in qualche modo questa débacle non televisiva, non d’immagine, ma proprio nel campo in cui la Maionchi dovrebbe, perlomeno in teoria, essere la più forte – quello musicale.

Ilaria Porceddu: strano a dirsi, nonostante la voce stridula, le smorfie da star senza esserlo, le moine da gattina spelacchiata, questa signor-nessuno ha vinto Castrocaro nel 2004. Poi, si dice: vai a fare i provini. Forse, se non fosse stata già conosciuta, nemmeno l’avrebbero presa (l’affaire, tra l’altro, sembra molto simile a quello che precede da sempre le scelte dei concorrenti del Grande Fratello: tutti pretesi sconosciuti, alla fine tutti già dentro il sacro mondo dello spettacolo). La Maionchi, che evidentemente la conosceva bene, fece di tutto per non farle cantare l’unica canzone che alla Porceddu viene discretamente, “Oceano”, perché, come lei stessa ha affermato, “non la conosce nessuno”. Certo che la Maionchi brilla quanto a conoscenza della musica italiana e internazionale. Il piccolo capolavoro cantato in prima battuta a Sanremo da Lisa, infatti, non solo fu una hit in Francia, dove spopolò per un’intera stagione, ma cantata da Josh Groban salì fino al primo posto della classifica dei singoli negli Stati Uniti. In effetti, una canzone poco sentita e suonata, a quanto pare.

Invece, la canzone che Ilaria avrebbe dovuto presentare in finale, “Suono naturale”, già del resto incisa, anche perché si disse (e la cosa fu peraltro smentita) che la Porceddu aveva già un contratto discografico prima di partecipare al programma, conserva tutti i difetti che lei stessa aveva evidenziato durante le sue performance live: nasalità eccessiva della voce, scarsa partecipazione emotiva (che è altro dall’atteggiarsi, intendiamoci), voce banalotta, piuttosto piatta e tutta legata solo al registro acuto. Alcuni invocano il nome della Tatangelo, ma quest’ultima è la Callas, al confronto, anche perché, almeno, ha anche i bassi.

Tony Maiello: come ragazzo, potrà anche aver eccitato gli ormoni mai sopiti della immarcescibile Maiò, ma come cantante l’avevano cacciato anche da “Amici”. Tra l’altro, i responsabili della trasmissione, quando il Maiello fu preso da XFactor, dovettero anche trovare qualche scusa perché l’avevano escluso. E che c’era da spiegare, diremmo noi che, oltre che gli occhi per guardare, abbiamo anche le orecchie per ascoltare? Il Maiello, torniamo a dire, ha sicuramente una presenza scenica forte, che magari alle ragazzine può anche piacere, ma come personalità musicale siamo alla platessa di bonanniana memoria. Rimane splendido esempio di ciò che il Tony nazionale può fare la cover di “Tempo di morire”. Se volete conservarvi per il futuro ancora interi, vi consiglio di non cercarla su youtube.

Per non parlare dell’odioso single “Mi togli il respiro”, che la Maionchi voleva più erotico e acceso sensualmente. Una canzone più stupida non è stata scritta dai tempi dell’inno per cerebrolesi “Fiky Fiky” di Gianni Drudi. Anzi, diciamocela tutta: la canzoncina di Drudi (che non aveva nessuna pretesa, tra l’altro) aveva un sistema di rime, un testo costruito, una melodia riconoscibile. Quella del Maiello? Parlarne, torno a dire, è come sparare sulla crocerossa. Parce sepultis.

Silvia Aprile: forse l’unica cantante di talento scovata da quella volpe della Maionchi – un animale in via d’estinzione nella sua scalcinata squadra. Poi, uno cerca e si informa e viene a sapere che la signorina ha già inciso qualche singolo qui e là. In particolare, ci sarebbe nella sua brillante (si fa per dire) carriera un “Sorridimi” del 2002, che esce, guarda caso, per un’etichetta discografica della stessa Mara. Che figata avere i discografici in giuria – così, almeno, possono trovarsi tranquilli tranquilli nelle stesse panie del conflitto di interesse che tanto ci attanaglia anche altrove. Che bella l’Italia. Uno crede di vedere qualche dilettante allo sbaraglio e alla fine, invece, si tratta di professionisti senza successo. E già scritturati. E magari perfino dagli stessi giurati. Wow, una bella storia davvero (a quanto pare mai smentita).

Luna Di Nardo: per dire qualcosa di lei, potrei dire: “Tutti a bordo del treno choo choo”. Eh sì, perché la bella bionda gorgheggia per il canale 611 di Sky, quello Disney. E il testo della canzone è straordinario: “sei sette otto, sei sette otto, sei sette otto, nove dieci, nove dieci, nove dieci”. A XFactor, però, le tocca di cantare “Ti sento” e lei la fa dodici ottave sotto. E peccato che non ci sappia arrivare, ma stona irrimediabilmente, cercando, tra l’altro, di fare il verso a Annalisa (una che invece cantare sa, ma è in un’altra squadra). Ovvio che, dopo la conta dei numeri, le si dia una canzone facile facile da interpretare. La decisione di chi è? Naturalmente, della impareggiabile Maiò, che ci crede tanto, che troverà una “collocazione discografica” anche per la Di Nardo. Probabilmente sul canale Hanna & Barbera, quando lo faranno.

Vittoria Hyde: qui preferirei astenermi da qualunque commento. Basta andare sul suo myspace e sentire le sue canzoncine per chiedersi se è proprio necessario che tutti, proprio tutti si credano cantanti. Su youtube, c’è anche il video di “Funny people”, un pezzo del quale non si sentiva proprio il bisogno. Dal vivo Vittoria era indecente. La stessa Maionchi le diede la possibilità di tornare ad esibirsi dopo che la Hyde aveva violentato “Sappi amore mio” di Antonacci. Una tragedia anche in quello che doveva essere un suo pezzo forte (“What’s up”). Non una nota al suo posto, la vocina piccola di chi canta sotto la doccia – qual è il motivo per cui si sceglie una controfigura invece che una cantante? Forse il ciuffo ribelle? L’immagine giovanilistica? Non certo il talento, ahimé.

Maria Teresa D’Alise: già uscita prima ancora di entrare.

Da cosa è stata spinta la Maionchi, allora, a scegliere una tanto scalcinata compagnia di ventura (e perdonatemi il doppio senso)? Forse dalla voglia di far brutte figure? Forse da quella di dimostrare che Morgan aveva ragione? Oppure dal cinico calcolo di diventare, su questa base, un personaggio da balera che potesse essere invitato in tv?

In questo senso, si capirebbero poi anche le belle esternazioni condite da parolacce, la presenza del marito in commissione, il suo atteggiamento colorito da romagnola sinceramente sincera, che si lascia scappare tutto, anche se sa che ci sono le telecamere a riprenderla.

Insomma, il personaggio, la fama anche ciarliera del gossip prima che l’inventività, il coraggio di scegliere un cantante bruttino ma di talento, che facesse (che ne so? posso osare?) magari della musica di frontiera, geniale, diversa, originale. E nella musica come nella vita se non si ha coraggio, si rischia di cadere nell’ovvio, o peggio.