Dennis Fantina ha vinto la prima edizione di “Amici”. Lo trovavo molto imberbe al tempo: preferivo voci più mature, come quella di Maria Pia (che poi con i Superzoo sarebbe andata a Sanremo a cantare l’imperdibile “Tre fragole”, che rimane una delle mie hit preferite, naturalmente sconosciuta ai più) o come quella di Monica Hill.

Oggi, Fantina ha sistemato la sua carriera, anche grazie al grande cuore di Maria De Filippi, che l’ha sempre difeso con le unghie e con i denti. Dennis è ora affermato: conduttore radiofonico di successo, cantante piuttosto cresciuto, personaggio televisivo famoso (è arrivato secondo a “Notti sul ghiaccio”).

 

Ma soprattutto sul cantante urge fermarsi. Proprio oggi ho scoperto una sua nuova canzone e mi chiedo perché la sto sentendo ininterrottamente da qualche ora. Forse sarò diventato cretino?

Il pezzo si intitola “Come Bambi”. La fanciulla cui il cantante allude è dolce come la piccola bestiola che resta senza madre nella pellicola Disney. Ha grandi occhi verdi. Lui sembra annegarci. Forse, finalmente, si innamorerà.

E invece quegli occhi verdi serviranno solo per piangere. Non è una donna stupida, quella che si fa convincere dal ghiaccio nei drink o dalle parole evasive dell’uomo che la vuole, per i brividi che gli fa provare. Ha anche forti presentimenti sulla reale qualità di un uomo che ride davanti ai suoi sentimenti tirati fuori troppo facilmente da un bicchiere di rum, o che sembra annoiato al sentirla raccontare dei suoi progetti. Prova perfino a resistere, a stare sulle sue: bastano due complimenti, alla fine, per farla sciogliere, come quel ghiaccio che tintinna ancora immerso nel rum (“ma tu resti qui, accarezzami/ perché fuori tutto è spigoloso/ freddo come il ghiaccio che / ora sto mettendo in questi drink”).

Vittima e carnefice, lei si alza dal letto e parla e spera in qualcosa di più; vittima e carnefice, lui si rinfila i jeans, lasciandola in trappola. E sull’invito ripetuto “impara a correre” si chiude una canzone che invece che uno spaccato di vita sembra un saggio sull’affidabilità umana, con tutti i corollari che ne seguono.

Anche io devo imparare a correre.