L’amore è sacrificio – è la definizione migliore per indicare un sentimento tanto impalpabile. L’amore è un regalo: lo si fa, senza che sia lecito aspettarsi qualcosa in cambio. Non è necessario che chi lo riceve debba anche solo ringraziare.

Se è una persona gentile, forse, potrà dire una parola buona, anche se la confezione non gli piace. Ma, se è abituato a pensare solo per se stesso, egoisticamente troverà che quell’occasione, invece che essere un momento di gioia, è solo modo per pavoneggiarsi, uno strumento per dimostrare la propria superiorità.

Ma l’amore non nasce nella guerra, o nella contrapposizione degli orgogli.

L’amore è oblazione. L’offerta di se stessi dev’essere completa e non ci può essere che fiducia nel concedere la propria persona, il proprio tempo, o, nel caso, “quel che resta della propria gioventù”. L’amore non si perde per le strade del mondo – va dritto dove è necessario, raggiunge chi è il suo destinatario e si ferma, per sempre, o perlomeno finché non è tanto umiliato da doversene andare.

L’amore è felicità, anche quando è dolore, dolore profondo e radicato, come un albero millenario.

 

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