Viva Tumiotto. Quant’è bello, quant’è maschio. Sarebbe quasi perfetto se anche avesse nell’occhio qualcosa di più di una triglia alla veneta. Buona, buonissima, intendiamoci, ma non proprio espressiva.

Viva Tumiotto, che quando va in mare è un cecchino per tutti i pesciolini incolpevoli. Ha una lenza micidiale, il Tumiotto: coglie pesci come, che ne so?, Luxuria coglie calembour. Ma possiamo permetterci davvero di considerarlo qualcosa di più di un homo piscatorius?

Perfino quando bacia Veridiana, che per la verità non vorrebbe, ma lo fa perché il copione, la tv, la Ventura etc., sembra sempre pescare: un amo qui, una lenza là, tanti pesciolini presi nella rete (naturalmente metaforica). E la ex-velina bionda, che per lui deve parteggiare, altrimenti che fine farebbe dopo l’edizione dell’Isola? le televendite con Cesare Cadeo?, si tira su sui tacchi, per non sembrare una splendida nanetta, si fa curare i capelli da Luxuria (sempre lei, cavolo, mica mi vorrà vincere quest’edizione?) e intanto si pone come scudiero fedele dell’homo piscatorius.

Viva Tumiotto. Viva il nuoto, che forma tanto il fisico e tanto il carattere. Peccato che poi ti resti, ahimé, quella faccia da… pesce bollito.