Come è ormai diventata un’abitudine, i famosi dell’Isola utilizzano in modo davvero poco ortodosso il programma della Ventura. Si fan calare dall’elicottero solo ed esclusivamente per sembrare ritornare alla vita televisiva. Credono di potersi reinventare un ruolo nuovo e farla da padroni.

Credono che basti sembrare un po’ più emaciati per essere richiamati, che ne so?, almeno all’Italia sul 2 (povera lei, orfana di Milo Infante e Roberta Lanfranchi).

La fede nel santuario della Ventura è tale che qualcuno parte senza capire cosa significhi non mangiare, non potersi lavare normalmente, essere privati di tante belle comodità. Ed ecco, così, che un Giuseppe Lago scopre di essere innamorato (di una nobildonna?) per avere una scusa e tornare a casetta dalla mamma. Ecco, così, che un Giucas Casella parte senza fare prima un check-up e si trova ai limiti della sopravvivenza, nonostante la sua tempra (quante volte ha fatto digiuni e camminate allegre sui carboni ardenti?).

Ed ecco, così, che Flavia Vento, reduce da due consecutive vittorie al televoto, gridando come un’invasata a proposito della sua salute mentale (“non voglio perderla!”, come se l’avesse mai avuta), mette in un angolo produzione, Ventura e compagnia bella per andarsene dai suoi cani e dal ricordo di Totti-quant’-era-bello-quando-stavamo-insieme.

La Vento crede, e lo dice fermamente, che, se l’hanno amata tanto all’Isola, sarà amata tantissimo anche se ne ritorna così, alla chetichella. Povera Flavia, non sa che fine ha fatto la Elia, il cui nome è talmente incastonato nella storia della tv da essere invitata perfino in Rai a celebrare Mike Bongiorno?

Eppure, la Elia, che aveva capito l’occasione che si stava giocando, era rimasta finché poteva. Aveva tentato di aggrapparsi a quella spiaggia con tutta la sua forza. Ci aveva provato fino alla fine e quand’era tornata aveva compreso d’un colpo che tutto era finito così.

Povera Flavia. Il vento che spirava sull’isola era un ponentino leggero e beneaugurante. Senza l’isola non ci sarà neppure il successo.

Resteranno solo i ricordi di un’altra occasione buttata al vento.

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