Ma perché ripresentare ancora il Galella quest’anno, oltre tutto sul trono? Naturalmente, le puntate di “Uomini e donne” con lui come protagonista sono invase da un miele vomitoso, da un’atmosfera irrespirabile di bugie, di atteggiamenti da attore, di falsità sempre più indifendibili.

I battibecchi con il pubblico gli concedono fin troppa visibilità – che ci sia ancora qualcuno che crede nel fatto che Christian sia in televisione per trovare un amore, è assolutamente impossibile. Consigliamo chi non lo sopporta (in particolar modo a Daniela, la simpatica donnona verace del pubblico parlante della trasmissione) di lasciarlo cuocere nel suo brodo. Nessuno, ma proprio nessuno può essere talmente drogato di tv da immaginare che il tristo Galella, ancora con indosso la divisa lelemoriana, sia interessato davvero alle ragazze che ha davanti.

Federico, che è il nuovo tronista che al Galella è stato affiancato, ci ha messo dodici secondi per capire chi aveva accanto. Con la poca oratoria che ha, ma con la sincerità del suo cuore, il gigante dall’accento romano ha perfino provato a fare qualche distinguo sull’atteggiamento odioso del Galella, sul suo essere indifferente a tutto, sulla sua costruzione ad arte di un personaggio.

Christian si muove davanti alle telecamere con non chalance, come faceva con la povera Frizziero, ma, dalla sua posizione di relativa potenza, gli riesce anche meglio di fare il prezioso. Astiosamente, con la gentilezza di uno scimmione, tiene a distanza le sue corteggiatrici: quando qualcuna di loro prova a baciarlo, lui si scosta, con l’allegria di un cinghiale preso nei viluppi. Ergo, non c’è un momento in cui si intravveda in lui anche solo un barlume di sincerità – tantomeno quando si inalbera, perché preso in castagna.

La sua presenza in studio è un continuo gioco di rifiuti e negazioni, di finte timidezze e di attorialità senz’arte né parte. Dove voglia andare, non è dato sapere. Certo, un inutile figurante come è il Galella, incapace di qualsiasi ruolo che non sia quello del bello scemo, non può trovare una utile collocazione neppure nei cinema di terz’ordine, accanto a divi del patinato come il Vitagliano di buona memoria (che, perlomeno, aveva un cervello funzionante).

Cosa penserà di fare, il Galella? Il divetto da Isola dei famosi? L’ospite a Ballando sul ghiaccio? Purtroppo per lui non ha il carisma di un Lago, non ha la simpatia di un Alfieri. E’ solo un piccolo lelemora, bassotto, gambetta arcuata, con le smorfie di una gatta in calore.

Tanto per puntualizzare, “gatta” non è un lapsus calami.

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