Maura Paparo, la coerografa di tanti programmi Mediaset, viaggia a mille all’ora. Ha deciso che deve finalmente evolversi, come i Pokemon, insomma: da Maura-senza-cattedra a Maura-con-un-banco.

Fino a lì, niente da eccepire. Certo che dopo aver fatto la coreografa di tante starlette incapaci di ballare forse può aver avuto anche l’idea, che ne so?, di provare anche lei l’ebbrezza dell’arte, di godere dei riflettori televisivi, di giocare con le sue folte ciglia. Probabilmente, non le è bastato fare la prof tedesca in uno dei musical di “Amici” (certo, sarà bastato al pubblico).

Al grido di: “Un banco a me! Un banco a me!”, la Paparo, resa viscida e anche viperina dal fatto che c’è anche un nuovo professore di danza e che lei è diventata in pratica una mezza figuretta, surclassata in perfidia dalla Celentano, in gentilezza dal Turtellìn e in bravura dall’algido e professionale Steve, ha deciso di prendere spada, scudo e armatura ed è andata a scontrarsi con Alessandra.

E fin qui va tutto bene. La Celentano è tosta, cruda, perfino cattiva. Chissà come si difenderà. Immagino meravigliosamente. Finora, la Paparo ha infatti solo urlicchiato, cincischiato, flirtato come una dolce gattina con la telecamera: basta lì, poverina.

Il vero problema è un altro. La crociata della Paparo, mascherata da crociata a favore dell’hip hop e contro la crudeltà di Alessandra, va in realtà a ledere gli interessi di due allievi, che sono entrati secondo le regole nella scuola di “Amici” – due ballerini di danza classica, i quali hanno tutti i diritti di difendersi, perché, partecipando ai provini e venendo scelti, possono uscire dalla trasmissione solo e soltanto in base al regolamento e non perché qualcuno s’è alzato col piede sinistro una mattina.

La Paparo dovrebbe imparare a rispettare i meccanismi della giustizia, prima ancora che a diventare una coreografa decente.

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