L’esperienza d’amore trasforma. C’è quell’amore che rende divino ciò che tocca e quell’amore che invece deve nascere da chi è rimasto senza speranza e senza carità umana. In quest’ultimo caso, amicizia e amore si confondono – non è neppure passione che guida, ma il tentativo di ricostruire tutta una personalità, tutto un mondo, che s’è perso.

Darren Hayes, nel cui nome è il destino d’essere occhio di un coacervo di emozioni, ne crea una canzone terribile, velenosa, che sembra d’amore ed è invece disperata, che sembra disperata ed invece è un inno al ritorno a Dio.

Prima di oggi, sento come se non avessi posto la luce su me e i sui miei sentimenti. Mi sono mescolato agli altri, senza scegliere d’essere come volevo. Voglio solo essere tuo amico. Forse, davvero, non sono mai stato io a innamorarmi davvero.

Quando la luce arriva a splendere su tutta una massa di ritorni inutili, di vaste superfici avvelenate, dove non c’è profumo, dove non c’è traccia di sentimento, dove, invece, tutto è senza parola, senza valore, può solo emergere dal nostro profondo un grido di eternità. Non sono mai stato innamorato prima. Non ho mai voluto tanto qualcuno accanto a me.