Sì, sì, dev’essere davvero difficile da digerire. Tu fai di tutto, ma proprio di tutto, tra l’avere gli occhi lucidi e il sorridere insistito, tra il cantare con Grazia-calante-Di Michele e il fare du-du-du con la regina dei coatti, alias Pamela, e che succede? Arriva uno (più bello, più affascinante, più intelligente e anche più bravo di te) – nel caso Jurman – e tu al confronto scompari, ti inabissi, diventi trasparente.

Pensate al povero Palma. Qualcosa ha fatto anche lui, in tutto questo tempo (altrimenti i capelli bianchi come gli sarebbero venuti?), certo niente di paragonabile a quel tocco di figo di Jurman, che basta che parli perché la gente cada ai suoi piedi, ivi compresa la De Filippi. A chi interessa quel che pensa Fabrizio, quando si può chiedere direttamente alla fonte prima, alla Musica impersonificata, all’oracolo del Blue Note? Al massimo, Palma può andare a cantare alla sagra della zucca fritta a San Michele a Torri. O forse anche lì lo schiferebbero?

Dev’essere straziante, insomma, vedersi superare in popolarità a parte dall’astro Jurman, che almeno quando parla di canto ne parla per saperlo fare, anche perfino dalla sodale di tante battaglie (finite male, tipo Canne per i Romani, o Zama per Annibale), la simpatica come il fiele Grazia, anche perfino dalla seconda Grazia, la sua stuntwoman per le scene più pericolose, la viperina Scalise…

Povero Palma, lasciato in un angolo a parlare a se stesso, mentre le sue pupille Pamela e Martina violentano l’ultima canzone a loro attribuita. E lui, infelicemente, a chiudersi le orecchie, a calarsi una benda sugli occhi, così da non vedere e non capire, ché del resto non è che ci riesca meravigliosamente.

In questo contesto, si può e si deve capire, senza voler infierire neppure più di tanto, che Fabrizione cerchi, con la sua goffa dialettica, di mettersi in luce, cercando di spiegare l’inspiegabile, la sua idea di scuola di canto, o fors’anche la sua idea (bacata) di canto tout court. Ecco come mai oggi, mentre spiegava a Valerio che non gli poteva assegnare nessuna maglietta per il serale, perché il suo preferito è Luca (wow, menomale che non l’aveva detto esplicitamente, perché nessuno l’aveva capito!), lo Scanu rideva sotto i baffi.

Palma è talmente ridicolo nel difendere se stesso che perfino al cantante sardo interessava meno di zero quel che voleva dirgli per giustificarsi.

Ma la cosa peggiore è che, qualche minuto prima, Palma era stato uno dei tre voti fondamentali perché Valerio vincesse contro Luca e conquistasse la fascetta d’oro. E allora come mai concedergliela per poi farlo presentare davanti alla commissione e dirgli che no, non è servito a niente tutto ciò, perché intanto il mio preferito non sei tu.

Viene il sospetto, che per la verità in questo caso è una certezza, che Palma abbia fatto tutto apposta, con l’intento di mettersi per una volta davanti ai riflettori e esprimere la sua opinione, della quale nessuno aveva bisogno, tantomeno i telespettatori.

Povero Palma: a cosa è costretto, pur di esistere. Persino, arriva a usare i suoi alunni.