Spiegare cosa frulli per la testa di Garrison è difficile perfino per Maria, che pure lo conosce come le sue tasche. Ma che cosa lo spinga a prendersi a cuore, ogni anno, tutti i casi difficili, tutte le terribili situazioni umane di questa terra, sinceramente è talmente impossibile da chiarire, che forse non è neppure il caso.

E’, in Garrison, una grande passione per il suo lavoro, innegabile, un amore che sembra talora perfino fisico, tanto è viscerale, umorale, quasi pericoloso. E’ come se, qualche volta, lasciasse perdere la ragione e si facesse inseguire da un istinto perverso, che lo divora, che lo rende completamente schiavo.

Il passo successivo è che Garrison, più dei suoi colleghi, riconosce nei suoi allievi, soprattutto in quelli sfortunati, una scintilla di sincerità, una favilla di talento che persegue con tanta passione che forse riesce perfino ad animarla, a farla funzionare. Non sempre le sue creature sono, tuttavia, riuscitissime. L’anno scorso la Celentano, che poi fa tanto l’amicona in separata sede, gli ha distrutto Susy, con la collaborazione algida di quel simpaticone di Iancu. Ma gli altri suoi sponsorizzati che fine hanno fatto? Sinceramente, nessuno ha lasciato una traccia durevole nel panorama dello spettacolo.

D’altra parte, è facile scommettere su un Marco Carta. Quando il talento non è così evidente, ma anzi sembra da trovare scavando a mani nude in una miniera, allora ci vuole davvero tanta fortuna perché emerga, più di quella di cui dispone tutta la vita di Garrison.

E fin qui niente da obiettare. Garrison si sceglie un mestiere difficile e va apprezzato. Come insegnante, prende la strada più ardua, quella di plasmare chi una forma non ha, forse non l’avrà mai, perché è magari sgraziato, o la natura l’ha fatto un po’ troppo cicciottello. Dal canto suo, opera con tanto francescanesimo che dovrebbe essere apprezzato. In effetti, è facile cadere ai piedi di Pedro e dire che è bravo. Certo che lo è – è un ballerino professionista. Che bisogno ha di qualcuno che gli faccia le famigerate correzioni, come le ama chiamare la Celentano? Tra un po’, potrebbe farle lui a lei.

Però, poi, ci sono altre considerazioni da fare. E Garrison, proprio per questo suo amore straordinario, non sempre è difendibile, come nel caso di Domenico. Si capisce che gli vuole bene: il Primotici, sicuramente, ne avrà bisogno, dovrà essere modellato così da farne un vero ballerino e la scuola serve proprio a questo, a farlo migliorare, a renderlo da un certo punto di vista anche una persona migliore.

E c’è da dire che da quando è entrato Domenico ha imparato perlomeno a tacere, quando c’è da tacere, o a parlare con più avvedutezza, quando invece occorre parlare. E fin qui tutto bene: la scuola ha funzionato, Garrison ha fatto bene il suo lavoro e tutti ne siamo felici.

Meno lo siamo, però, quando, di fronte alla maglietta che fa accedere al serale direttamente senza passare dalle forche caudine del voto del pubblico, Garrison si lascia ancora guidare, o forse sarebbe meglio dire: accecare, dal suo affetto per questo ragazzo. La maglietta non nasce con l’idea che ci sia, per ciascuno degli insegnanti, un preferito che va difeso a spada tratta e portato su un piattino d’argento in finale, ma con la funzione di consentire a chi, per via delle sue capacità, è in grado di affrontare bene l’urto del lavoro di preparazione per le puntate del programma in prima serata. Si tratta, per così dire, di uno strumento che salvaguardi il vero talento, che magari non è riuscito ad “arrivare” al pubblico a casa, ma che da quest’ultimo sarà compreso prima o poi.

Allora, se la maglietta è un premio per chi è stato bravo in tutto l’anno, oppure per chi ha davvero capacità artistiche di livello straordinario, non si vede davvero come Garrison voglia assolutamente darla solo a Domenico, quando tutti gli altri ballerini della scuola non solo sono migliori, ma si sono quasi sempre comportati con vera correttezza.

Già in una occasione Garrison ha agito di astuzia per favorire Domenico: ben sapendo che sarebbe stato sottoposto subito a sfida, se la sua squadra avesse perso contro la Luna, si inventò una penalizzazione contro quest’ultima squadra, prendendo a pretesto lo scarso impegno settimanale di un cantante – nella fattispecie, Valerio.

Ora, continua nell’errore di credere che Domenico sia, oggettivamente, il migliore ballerino di quest’anno. In questo contesto, si capisce la assoluta incredulità di chi, vedendosi decisamente più bravo del Primotici, si permette di dire (mamma mia, sarà da chiamare la polizia per tanta audacia?) che Garrison è un tantinello prevenuto nei suoi giudizi, incoerente e perfino censurabile.