Angelo Marotta ha una cofana di capelli incredibile. Ci gioca, li lega, li fa diventare un cannone per sparare le sue battute. Ha una personalità specifica, da grande istrione: lascia interdetti la sua mimica facciale, il suo usare il corpo per diventare qualunque cosa, plasmandosi, costruendosi e ricostruendosi ogni volta.

Si è visto da subito che Angelo aveva un quid, che dalle mie parti si chiama talento, ad Amici non so. Quando è stato accolto nella scuola defilippesca, ha dimostrato d’essere già abbastanza navigato da riuscire a galleggiare in mezzo ai pescecani.

In questo mare disordinato, però, non sempre chi ha qualche qualità riesce ad emergere, benché abbia caratteristiche innegabili di intelligenza e astuzia. Angelo, forse, s’è cullato troppo sul suo essere pieno di estro, di essere un uomo da one man show e alla fine proprio la sua essenza più profonda, sopra le righe, sotto le righe, dentro le righe, gli ha nuociuto.

Ecco spiegata la continua e insistente guerriglia interna di Patrick Rossi Gastaldi, che preferisce, a quanto pare, chiunque all’attore che tutto sommato, volente o nolente, ha scelto. Oggi, mentre il povero Marotta si esibiva per l’ultima volta, scegliendo un altro brano di repertorio (del piccolo, inefficiente repertorio che gli hanno cucito addosso i due insegnanti di recitazione), ha sperato che qualcosa si fosse mosso nella testa del brizzolato regista. No: non era cambiato nulla.

Eppure, Angelo ce l’ha messa tutta. Ha fatto del suo meglio – cioé è stato quasi sempre dalla parte dei deboli (come il povero Domenico), attirandosi così le ire della Celentano, che anche oggi gliel’ha fatta pagare, una volta di più, dicendogli che non gli avrebbe mai dato la maglietta non perché non sapeva ballare (oh numi!), ma perché s’era troppo lamentato e sembrava troppo interessato alla classifica.

Una volta di più, l’acida nipotina ha perso un’occasione buona per tacere. Angelo è stato troppo signore da non ricordare il vero motivo per cui la donnona sibilava, dall’alto della sua protervia, dietro il banco che, vista la sua imponenza, ormai le sta davvero stretto, più o meno come le scollature eccessive che dobbiamo sopportare, poveri spettatori.

Angelo ha pagato dunque, da una parte, l’incoerenza del Gastaldi furioso, che è stato tanto gentile con la più bolsa delle sue attrici, l’anno scorso, e quest’anno, visto che aveva sotto mano un talento naturale, non ha fatto niente per farlo emergere (noioso compito, probabilmente, oppure tormentoso per chi si ingelosisce davanti al talento?); dall’altra, la sua nobiltà d’animo, magari spesa male, ma certo spesa non nell’idea di guadagnarsi simpatie, ma solo per fare del bene.

Soluzione della vicenda? Probabilmente, il Primotici difeso riuscirà ad arrivare al serale. Il gentile Marotta, invece, se ne va a casa, quindicesimo nella classifica di graduatoria, ma soprattutto beffato perché “si lamentava”, mentre aveva, secondo Rossi Gastaldi e Celentano, avuto tante occasioni per mettersi in luce.

Quel che inquieta, a parte il Palma che interviene al solito a sproposito, solo per mettersi in bella vista (e ora è diventato stucchevole, oppure fastidioso), è soprattutto la protervia con cui ci s’è atteggiato contro Angelo, la sicumera con cui lo si è bollato, così come s’era fatto l’anno scorso con Sebastiano.

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