I maestri di danza, ad “Amici”, sono sul piede di guerra: Garrison ha lasciato il suo contegno da tortellino per indossare una tuta mimetica, che tra l’altro gli sta anche bene; Maura ha un coltello tra i denti e assomiglia alla versione hip hop di Rambo IV la vendetta in pensione; la Celentano, che peraltro è sempre cattiva (se lo dice anche da sola, tra l’altro), s’è messa su una lorica con l’elmo piumato e va in giro con l’alabarda spaziale, tipo Goldrake romano, che tra l’altro le riesce pure bene, visto che sembra la generalessa in vacanza con la classe di scienze; infine, Steve (oh my God!) s’è tatuato sul corpo: “vae victis” e va in giro mostrandosi come mamma l’ha fatto, armato di coltello e copricapo gallico (come Asterix è pure sexy).

Questo incredibile apparato militare, che neppure Bush durante la seconda guerra del Golfo, è motivato dalla presenza nella scuola di due residui bellici, di due evacuati dal Bronx, di due disgraziati che il mondo appuzzano: Domenico e Daniela.

Quei due lì (ballerini sembra troppo) sono, a detta dei quattro guerrieri dell’Apocalisse, la quintessenza del male, il nemico assoluto, il segno della fine del mondo. Ah, poveri noi! Vade retro, Primotici! Vade retro, Stradaioli! Chi vi ha fatto venire in televisione! Chi vi ha consentito di turbare i nostri sonni! Chi ha potuto, ahinoi, darvi tanto ardire!

Se queste non fossero domande retoriche, si potrebbe rispondere: Garrison e Steve. Accidentaccio! Ma sono proprio due degli spaventosi guerrieri dell’Apocalisse i quali ora stanno tormentando i due demoniacci della danza trash!

Qualche volta, guardando gli atteggiamenti teatrali della commissione docente di “Amici”, viene da chiedersi, in effetti, se ci fanno o ci sono. Nel caso di qualcuno, sinceramente, si è anche andati oltre questa domanda – si è praticamente sicuri. Ma stavolta la domanda è un’altra: non hanno, almeno una volta nella loro vita, almeno tangenzialmente, almeno en passant, un po’ di sana vergogna per quello che decidono, dicono, fanno, disdicono, disfanno?

Domenico e Daniela, lungi dall’essere il diavolo incarnato, sono solo due ragazzi assurti a simbolo: simbolo di una protervia che pensa di innalzare (“Domenico è il migliore ballerino della scuola”, “Non darò la maglia a nessuno, perché se la merita Domenico”) e poi di infangare nel giro di dodici secondi, senza nessuna coerenza, senza nessuno stile.

Non esistono solo i bravi ballerini a questo mondo, né esistono solo i bravi ragazzi. Un insegnante quasi mai può scegliersi gli allievi con cui lavorare: è il destino che glieli affida e lui non può fare altro che combattere per renderli migliori. Gli insegnanti di “Amici”, invece, possono decidere chi fare entrare a scuola e chi lasciare fuori: fa specie che, una volta che li han fatti entrare, si contraddicano talmente da tornare sui propri passi, senza difendere le scelte di cui sono i soli responsabili.

Fa ancora più specie che, con nuova protervia, si insista a deplorare il fatto che questi due allievi siano passati al serale, quando la decisione non spetta a loro, ma a chi telefona da casa. Domenico è decimo, Daniela è quattordicesima. L’ha deciso il pubblico, non la Gestapo, non la massoneria, non Al Qaeda.

Tanto dovrebbe bastare a gente la cui vita dipende dal pubblico e solo dal pubblico.

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