E’ stata una serata strana. Domenico risuscitava dal suo letargo e ritrovava i complimenti di Garrison. Daniela, dal canto suo, non uccideva Gianni Sperti, che deve essere tanto forte, ma davvero tanto, se neppure la Barale l’ha ammazzato. Perfino Silvia usciva dal suo mutismo per sembrare viva e vegeta, oltre che splendidamente canora e melodica.

Insomma, tutta una serie di resurrezioni, di imprevisti, di gigantesche novità (e se vogliamo perfino la stravaganza della love story intuibile a fine puntata tra Luca e Alice è stata un colpo di scena, che, se l’avesse pensato Chicco, allora sarebbe davvero un autore televisivo di fama internazionale).

In questo clima di addii rimandati e di baci scambiati al favore dell’ombra, in questo leggerissimo ok corrall, con i ragazzi che si vede che non si odiano (perfino Martina, forse, ha qualche sentimento, qualche tenerezza, a parte il fastidio inveterato per il grande Jurman), complice anche la bellissima presenza  di Sandra Mondaini, che ha saputo, come solo lei sa fare, stemperare i toni (e rimettere al suo posto la Celentano, definita cattiva e subito dopo “però buona”), in questa puntata che difficilmente si potrebbe intitolare, come ancora poco originalmente un giornalista del Corsera faceva ieri, “Nemici”, chi ha fatto le spese di questo buonismo a tutti i costi è stato il povero Gianluca.

Presenza discreta durante tutto l’anno, sincero, ma sempre corretto, lodato per la sua antica educazione anche dalla De Filippi, Gianluca paga più di tutti la sconfitta immeritata della sua squadra, capace di costruire (ed è forse la prima volta) uno dei più bei musical mai visti sulla scena di Amici, con i momenti cantati da Valerio e Silvia tanto perfetti da sembrare addirittura registrazioni.

Gianluca, evidentemente, non è entrato abbastanza nei cuori dei telespettatori, forse perché troppo tranquillo per ispirare qualcosa di più che la stima. Del resto, il Lanzillotta è stato uno dei pochi, in assoluto, ad aver fatto cambiare, almeno parzialmente, idea alla algida Celentano. Fatto entrare da quel geniale scopritore di talenti che è Steve, stasera, tuttavia, autore di una delle peggiori gaffe mai ascoltate ad “Amici”, Gianluca era stato preso di mira dalla sacerdotessa della danza classica: eppure, in questo caso, anche il freddo cuore della giunonica Alessandra s’era leggermente intenerito (pur sempre con qualche allegro distinguo).

Gianluca è stato bravo a giocare sul filo del rasoio delle critiche della Celentano, dimostrando un savoir faire che, sinceramente, nessuno prima di lui ha avuto (vedi nel dizionario di “Amici” alla voce Primotici). Sempre saggio nelle sue esternazioni, sempre capace di limitare le estemporaneità dei suoi compagni (prima tra tutte, Alessandra, quand’era scoppiata in una crisi di pianto tragicomica e lui le aveva preso il volto tra le mani per calmarla, con tanta dolcezza, ma anche autorità), sempre intelligente, non è mai stato in realtà sintonizzato sullo spettatore medio, che in genere preferisce sangue e arena e, là dove vede la moderazione, non la capisce, non la sente davvero sua.

E dunque, il Gianluca preciso interprete, il Gianluca in punta di piedi, il Gianluca dai gesti semplici di eternità non ha avuto ragione. S’è spenta la luce sulla sua avventura, ma forse un giorno gli sarà riconosciuto di essere specchio di qualità migliori di quelle di altri più strombazzati tra i suoi compagni.

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