E’ davvero preoccupante quanto Luca Napolitano soffra la concorrenza di Valerio Scanu. Fa specie vederlo incaponirsi nel tentativo, poco riuscito, di demolire il proprio avversario, nel televoto e anche un po’ nel cuore di Luca Jurman. Come mai, però, Luca si sia scelto Valerio come idolo polemico, è sinceramente oltre ogni umana spiegazione.

La storia di quest’anno di “Amici” avrebbe dovuto consegnare una rivalità, com’era normale aspettarsi, tra i due cantautori della scuola. I due si sono scontrati per avere il proprio inedito realizzato su disco e si sono affrontati come componenti delle due diverse squadre della scuola. Eppure, Mario non è mai sembrato abbastanza all’altezza alla sicumera di Luca Napolitano. Lui puntava e punta ancora al bersaglio grosso – insomma allo Scanu.

Ultimamente, anche grazie a quell’astro dell’ovvio che è Gabriellina Scalise (c’è chi giura che c’è pronto al ministero della Pubblica Istruzione la poltrona di ministro per quest’ultima, ferace e feroce copia di Mary Bloody Star; tra l’altro, hanno tanto in comune, come, ad es., la capacità di raccontare baggianate facendole passare per dogmi di fede), Luca ha puntato su una parola di cui s’è davvero abusato in questo periodo: il “percorso”. E così è stato tutto un fiorire di: “il mio percorso è più bello del tuo”, “ho fatto un percorso e me lo riconoscono tutti”, “percorro questa strada, tu invece sei sempre fermo al palo”, “percorriamoci tutti insieme ché magari riesco a allungare le mie mani su Jurman” (quest’ultima dichiarazione era sottintesa nei risolini molto “ammiccanti” della Scalise rivolti a quel gran figo del suo alter ego).

Devo confessare che questa storia del “percorso” mi ha davvero catturato. Non faccio altro anche io di parlare di “percorsi”. Certo, però, declino l’espressione in modi nuovi e originali. Ad es., proprio questo pomeriggio m’è venuta questa frase della quale ora faccio partecipe anche l’intero mondo: “ma se hai fatto un gran percorsone, ma partivi non in ritardo di venticinque minuti, ma di venticinque ere geologiche, ti devi gloriare lo stesso del miglioramento che hai fatto, rispetto all’eternità del tempo?” E poi, aggiungerei anche quest’altra che m’è venuta in mente proprio or ora: “ma se lo Scanu è imparagonabile a te fin da quando era un bambino, perché anche quando aveva nove anni cantava meglio di te a ventidue, cosa dovresti fare, giusto per sembrare un po’ meno invidioso e un po’ più obiettivo? ritirarti dal mondo della canzone? continuare ad esibirti per i parenti e i vicini del pianerottolo? darti all’ippica?”.

Luca Napolitano sarà stato anche l’autore del “percorso” didattico più mirabolante che mai si sia visto sulla faccia della terra. Se ciò fosse vero, gliene renderemmo merito per l’eterno.

Tuttavia, resta pur sempre un nano rispetto ai giganti, cioé rispetto agli alunni talentuosi più di lui, quelli scelti da Luca Jurman.

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