Mi verrebbe voglia di non guardare più X-Factor, dopo la puntata di stasera. Per l’ennesima volta, le tre più stonate ragazzuole che si siano mai presentate su quel palco dimostrano tutta la loro pochezza, si incaponiscono su una canzone che anche un cane latrando farebbe meglio e poi vengono salvate, come se fossero gli ultimi esemplari della loro specie, quella del cantans stonatus.

Ne fa le spese, dopo una puntata fiume e un pistolotto di cinque minuti, del tutto fuori luogo, la migliore del lotto, Serena Abrami, che forse non ha fatto la sua migliore performance stasera, ma di certo è un talento fuori dal comune, capace com’è di altezze e intensità che nessuno ha mai ottenuto su quel palco.

Morgan è il responsabile di questo delitto musicale. E’ l’architetto di una decisione crudele e ingiusta, della quale dovrà rispondere dovunque, d’ora in avanti. Salva un gruppo che forse non sa neppure cosa siano le sette note e non la voce splendida e eterea di una tra le donne più talentuose che ci siano mai state su Rai2. E lo fa non in nome della musica, né del suo gusto, ma solo per vendicarsi, solo per il gusto di dimostrare d’essere più forte della Ventura.

La decisione, colmo dei colmi, viene dopo una predica inutile e pretestuosa, dalla quale emerge con violenza la voglia, da parte del giurato, di giocare con i sentimenti di chi ha davanti. Serena assiste, imperturbabile, con la sua faccia tosta, forse ben sapendo dove quelle inutili parole vogliono andare a parare. Dire come fa Morgan che le quattro ragazze hanno cantato sempre “mediamente” bene è un insulto all’intelligenza, perfino alla propria, soprattutto tenendo conto che lui fa sempre in modo di dimostrarla.

“Mediamente bene” è una combinazione di avverbi che neppure si avvicina a come hanno cantato finora le SOS. Una costante, immane tragedia, come se le stesse Muse avessero deciso che fanno cantare un po’ tutti, anche Flavia Vento, ma quelle tre no, mai. E invece Morgan si arrampica sugli specchi, tirando fuori espressioni che sulla sua bocca sembrano vaniloqui: televisione, collocazione discografica – le due parole d’ordine delle sue colleghe, mentre lui dovrebbe guardare piuttosto alla musica e decidere di conseguenza.

E invece la fa pagare a tutt’e due: alla Maionchi che si ritrova la palla al piede delle SOS, che peraltro s’è scelta da sola, e che dovrà riproporre la prossima puntata, sperando che almeno facciano giuste dieci o dodici note di seguito; e alla Ventura, che perde un vero talento, forse una quasi sicura carta vincente.

Ma chi ne esce peggio, stavolta, nonostante i suoi equilibrismi, e i giochi di parole scontati e antipatici in questo caso, è proprio lui. Da questa botta, forse, una donna della tv come la Ventura si sarebbe ripresa, perché, com’è noto, lei è in grado di superare ben di peggio, senza lasciarsi mai guidare dal rimorso. Quanto alla Maionchi, che, se avesse potuto, avrebbe votato per Serena (l’ha in pratica fatto capire), non ci avrebbe pensato neppure un attimo e sarebbe andata oltre: mi sono sbagliata, porca trota, e vabbé, chissene. Più o meno così sarebbe andata per lei.

Morgan, invece, no. Morgan ci penserà e ripenserà. Si pentirà di aver seguito l’istinto killer. Non riuscirà più a guardarsi nello specchio. Dovrà per forza fare ammenda davanti a tutti, per il suo comportamento. Guarderà con tristezza al gesto. Tornerà a lamentarsi del destino rio. Dirà di essersi pentito un’altra volta. Continuerà a pentirsi, giorno dopo giorno.

Magari ne farà anche una canzone. Speriamo, almeno, che con quella non seppellisca un’altra carriera, come ha fatto con quella degli Aram.