La tv tritura tutto, anche una donna piuttosto forte come la Stradaioli. Daniela sapeva d’essere nell’occhio del ciclone. Prima o poi, tutto quello che aveva fatto per tentare di aggrapparsi alla sua maglietta blù (che tra l’altro non è che le donasse così tanto) si sarebbe ritorto contro di lei.

Salvata una volta, graziata la seconda, Daniela era già, con la testa, virtualmente fuori dalla scuola: già in un’altra dimensione, quella dell’alunna che ha perso il suo maestro, che deve recuperare tutto quanto, prima di tutto la stima in se stessa, oltre che quella di chi l’ha prima sponsorizzata e poi lasciata in un angolo. Per una volta, perfino la Celentano ha avuto un sussulto di pietà. Anche noi, che rispetto all’algida alfiera della danza con la D maiuscola siamo molto più umani, non ne avremo di meno.

Daniela è stata, nel programma, sicuramente una mina vagante. Uno dei motori del racconto amiciano, non a caso è stata messa in evidenza prima con benevolenza, poi con acrimonia dagli autori della trasmissione. La Stradaioli veniva scelta come capitano della squadra del Sole e nel confronto con Martina usciva abbastanza trionfante: almeno era meno subdola, meno crudele, più generosa di se stessa. Alla fine, però, sono contati, come talora succede, i chili di troppo, le polemiche sul fatto che non è dimagrita, come se poi tutto ciò contasse davvero.

L’anno scorso, Giulia Piana è arrivata molto più in là di lei, pur essendo di certo non molto meno formosa. Daniela, forse, non ne aveva tutto il talento (ma non è mica colpa sua): tuttavia, non s’è quasi mai parlato di ciò che poteva o non poteva fare, delle sue linee o della sua musicalità. S’è sempre parlato del suo peso, quasi fosse l’unica cosa che contava, come per Domenico della sua altezza.

Alla fine, la Stradaioli, con tutti i suoi pianti, i suoi sorrisi, la sua forza d’animo, rimarrà impressa per la sua lotta contro la bilancia e basta. La serata che l’ha vista uscire, tra l’altro, non consegna di lei neppure una piccola, minuscola esibizione.

Sarebbe stato bello, invece, vederla volteggiare, o almeno tentare di farlo, sul minuscolo tavolo su cui Steve voleva inchiodarla, con l’aiuto del povero Sperti. Forse sarebbe caduta, ma almeno l’avremmo ricordata per sempre per quello e non perché non aveva seguito abbastanza bene la dieta scarsdale o quella che ha rovinato per sempre la voce di Demis Roussos.

Perlomeno, le è riuscito un gesto terribile e sentito, grande per la sua forza, anche se forse non tanto da cancellare mesi di campagna denigratoria (con tanto di commentini insipidi da parte di professionisti o sedicenti tali): quello di abbracciare, quasi per liberarsi di un fantasma ingombrante, il suo maestro, colui che l’aveva prima voluta e poi cancellata, nel giro di mezz’ora.

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