Domenico è la forza della natura. Irrequieto, irruente, pronto nella parola, colpito a morte una volta, si rialza, nonostante l’ira celentanesca, e si riprende. Domenico si agita, sembra non farcela, barcolla, ma poi si riprende, vede un nuovo orizzonte, riconquista una parte del pubblico per sé. Domenico lotta, cade, lotta ancora. Domenico c’è.

Forse il Primotici non credeva che “Amici” sarebbe stato per lui una prova tanto ardua. Probabilmente, a parte i giudizi terribili di Amalia la strega che ammalia (e pare che sculetti pure, quando c’è del tenero con un suo ballerino), poteva aspettarsi un destino meno infelice, una traiettoria meno da perdente. E invece, che sia perché non ha nessuno a casa che voti per lui, o che sia perché il pubblico reale lo snobba, è stato sempre tra gli ultimi, quasi escluso dal serale da subito, addirittura quasi vittima sacrificale in chissà quante occasioni.

Ma Domenico è stato indomito. Ieri sera, mentre abbandonava il programma, buon decimo nella classifica di gradimento e con quasi tutta la commissione che gli votava contro, non era lui a perderci: era “Amici” che perdeva qualcosa, anzi Qualcuno – una persona nuova, piena, maturata, intelligente, come non era venuta mai fuori prima, quando l’unico aspetto che si ricordava del suo percorso scolastico era un “bastarda” di troppo.

A vederlo, invece, oggi, affrontare a viso aperto la Pedro-dipendente, a tenerle testa con la mimica, con la forza della sua persona, Domenico sembra perfino essere più alto, più intenso, più piantato per terra, rispetto a quell’etereo (si badi bene, non etero) di Pedro di Santa Fé. Il Primotici si alza (e la scelta di parole non è senza necessità) tra tutti gli altri e si mostra migliore lui di tanti Marii che si fanno votare dagli zii, o di tanti Cuba Libre che, siccome gli zii difettano loro, usano gestacci osceni per richiamare su di sé l’attenzione di qualcuno (salvo poi minacciare due volte al giorno di uscire dalla scuola – cavolo, almeno l’avesse fatto! mica ci puoi illudere così!).

Domenico ha il coraggio che non hanno altri: quello di giocare su se stesso, di scommettere sulla sua realtà, di non nascondere nulla. Come quando afferma (ed è il primo outing ad “Amici” in tanti anni) che ha un ragazzo (beato lui, tra l’altro), come quando racconta, ma senza mortificare nessuno o puntare sul pietismo, che lotterà fino all’ultimo per restare, perché lui non sa dove tornare, perché non ha una casa.

Il Primotici sarà un ballerino a metà, sarà inguardabile nel classico, sarà un atleta da rock&roll acrobatico (mamma mia, quanti luoghi comuni spara la Celentano ogni due per tre – adesso anche l’enciclopedia… la prossima volta, magari, ci faccia vedere come fa la danza del ventre davanti ad Amilcare, che immagino possa interessarsi un po’ di più a lei del buon José), ma c’è. E’ presente. E’ maschio quando serve. Guarda con intensità inaudite le sue partner, quasi fosse un cavaliere con la corazza rilucente, l’elmo crestato e lo spadone da trascinare.

E’ anche ingenuo o divertito, o ammiccante, o semplicemente se stesso, quando gli si chiede di mutare impostazione, quando il pezzo richiede non il maschio che non deve chiedere mai (vedi il tanghero celentanesco, che interpreta molto, molto meglio rispetto al Pedrino dududu dadada, tutto mossette e cincischiamenti, inadatto alla parte dell’uomo virile), ma un’altra immagine di ballerino.

Domenico si fa capire, insomma, sa calarsi in altre parti che non sono la sua: da dove tragga tutta questa forza, è un mistero. Da dove esca fuori questa capacità di guardare oltre, di puntare al bersaglio grosso, non si riesce a capire. Se non è la famiglia, potrebbe essere l’amore – ma allora dovrebbe essere una passione tremenda e inviolabile, tanto da esserne gelosi.

Se non è l’amore, allora tutta quella energia dev’essere già dentro di lui – innata predisposizione al mestiere dell’attore, o meglio dell’artista, abbinata ad un corpo troppo spesso deriso, mentre è invece intenso, forte, muscolare.

Ieri notte da “Amici” è uscito il mio idolo. Si chiama Domenico Primotici ed è un manzo da far paura.

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