C’è chi parla del regolamento di “Amici” come di pongo malleabile. C’è chi inneggia all’amore libero e alla libertà come autocoscienza, per cui tutti possono fare quello che vogliono. C’è chi si indigna, anche tra i professori, ma poi si piega ad altri ragionamenti che non hanno niente di etico. C’è chi, invece, assiste ad una deriva pericolosa, che nessuno, neppure Maria, stigmatizza, anche perché lei non è mica  un cardinale.

C’è, però, qualcosa di particolarmente inquietante in questo lasciar passare sotto traccia le parole, i gesti, le provocazioni. Derubricare tutto come possibile, legale, o addirittura legalizzato è preoccupante, anche se si tratta solo di una trasmissione televisiva.

Prima, comincia Mario: arriva inaspettatamente primo in classifica. Come ha fatto? Non canta mai, non parla mai (nelle polemiche che lo riguardano è rappresentato indirettamente da Luca), forse ha dimenticato di avere perfino la sua bella fidanzata. Quando canta, è meglio chiudersi le orecchie e sperare che finisca prima che qualcuno si coli acciaio fuso nelle orecchie per evitare di sentirlo. Uccide l’inglese come se ce l’avesse con la perfida Albione. L’intonazione? Si vede che la odia con tutto il cuore. (E poi c’è anche chi sostiene il paragone con Venditti… forse con il suo cugino sordo).

E invece inaspettatamente è prima quinto, poi terzo, infine addirittura primo. Un “investimento”, dice qualcuno, definito subito un malizioso. Lui si dice avvilito dalla insinuazione, ma poi passano tre giorni e si viene a sapere (la fonte è un giornale locale) che lo zio del Nunziante ha messo su un gruppo di ascolto e che fa votare il nipote tutti i momenti. La trasmissione stessa, che è conscia dei suoi meccanismi e di come si possa pilotarli, cerca di fare qualcosa per arginare la situazione.

Ci si inventa così una prova generale, dalla quale far emergere un nome da salvare sempre e comunque in una delle due squadre. E’ implicito che si debbano giudicare delle prove offerte sul palco. La commissione ragiona in questo modo quasi interamente – a parte la Celentano, che ha deciso che deve favorire i blù e quindi vota, in pratica, solo loro con il massimo. Grande esempio di correttezza, ovvio.

Quando qualcuno glielo fa notare, la Celemon, dalle occhiaie più profonde della Fossa delle Marianne, fa a sua volta notare che nessuno le può imporre di votare come non vuole. Ha ragione, ma quel che ha fatto resta inaudito. Tanto valeva far votare solo lei.

Ma mica è finita. Il suo ballerino decide che l’hip-hop è un optional e dunque insulta un po’ chiunque gli capiti a tiro in sala prove – del resto lui è Pedro, mica un qualsiasi cubano deficiente che, cresciuto fino alla sua non altezza di vent’anni e passa, si ritrova a elemosinare una particina da qualche parte in Italia. Nauseabondo fino al vomito, il passettaro, virile esempio di come un ballerino dovrebbe essere (in un’altra dimensione), prima insulta Garrison reo di correggere Sua Maestà il Principe del Ballo, poi sbuffa davanti a Maura e le fa un gestaccio osceno, immaginando che lei non l’abbia visto.

Poi, con simpatica noncuranza, finge che quel gesto fosse dedicato a se stesso. Prima bugia. Dopodiché, aggiunge che i pezzi di Garrison sono sciocchezze. Seconda bugia (l’ha sbagliato quasi tutto: forse, tanto facili i tanghi di Garrison non saranno). Infine, ci lascia estasiati quando annuncia che se ne vuole andare. Sarebbe la seconda volta. C’è fuori Cinecittà una folla che lo acclamerebbe, ma si sa che non lo farà mai.

Quando, poi, si tratta di votare se cacciarlo dalla scuola come castigo per aver insultato a gesti la Paparo, mica la commissione si mostra poco condiscendente. In pratica, tutti votano per farlo restare. Solo Steve dà ragione a Maura, perché il rispetto deve sempre regnare in sala prove. Vate inascoltato.

Ma la mela non cade lontano dall’albero. Se Pedro ha imparato il gesto dell’ombrello, la Celentano invece non ha da apprendere nulla di nuovo. Infatti, rispolvera un certo repertorio da guitta di paese quando mezza girata verso la Paparo che l’ha attaccata violentemente, dopo essersi sentita dire “zanzarina”: arriva a dire alla povera vicina che deve andare a c*****.

Per molto meno, Domenico è stato messo alla berlina, invitato a uscire dal programma, cacciato per qualche mese. E ora, invece, siccome protagonisti del fattaccio sono Celemon e gaio consorte, allora zitti e mosca: parola d’ordine, facciamo finta di niente.

E no, cari miei: troppo facile. Troppo facile derubricare tutto a gesti di stizza, non ripresi dalla telecamera. Anche il “bastarda” del Primotici non era pronunciato de visu, ma al tempo era stato criticato come se avesse fatto chissà cosa. Adesso, prima di tutto, la coerenza: da parte di tutti, non dei soliti noti.

Invochiamo coerenza da parte di Alessandra Celentano: si astenga dal farsi vedere in televisione per un mese. Nessuno, io credo, ne sentirebbe la mancanza.

Invochiamo coerenza da Pedro Gonzales: esca dal programma, tranquillamente come ne è uscito. Fuori, ci sono tanti che aspettano, primo tra i quali Gianluca, che perlomeno è un ragazzo educato e gentile.

Invochiamo coerenza anche da Mario Nunziante: smetta di farsi votare indebitamente. Si prenda la sua ultima posizione in classifica e tolga il disturbo al più presto possibile.

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