Silvia Olari è uscita dalla scuola. Non parliamo per ora di ciò che è accaduto dopo (e di Jurman che legittimamente ha voluto riaprire il caso). Parliamo per ora di come Silvia sia stata cancellata dalla scuola e di quali meccanismi abbiano portato alla sua eliminazione.

La Olari entra ad “Amici” salutata con gioia da tutti come un grande talento. E’ l’unica, da tanto tempo, che sa suonare il piano, conosce già di musica e ha già una incredibile capacità di mettersi al passo con i suoi compiti. Però, come spesso succede ai grandi talenti canori passati da “Amici” da qualche anno a questa parte (Max Orsi, Karima Ammar, Marco Carta, tanto per citare quelli più ovvi), si alzano le barricate, si creano trappolone e ostacoli, in modo da farla cadere in simpatici cul-de-sac, perché deve passare un messaggio assurdo – quello che chi canta può anche non cantare, basta che “trasmetta”.

Ispiratrice di questa linea è appunto Grazia Di Michele, che con la sua solita sicumera punta su tutti i cantanti peggiori che passino dalle parti di “Amici”, rendendoli anche peggiori grazie alle sue lezioni sull’interpretazione, cioé, in pratica, sul nulla, vista la sua capacità esegetica pari a zero. La Di Michele, a quanto pare, infatti, non è laureata in lettere: di metrica, retorica, interpretazione del testo è completamente digiuna. Non a caso continuamente nella sua partecipazione ad “Amici” dà letture assurde di canzoni, stravolgendone senso e realtà, come quando sostiene che “Piccolo uomo” debba essere “soffiata”, perché non è drammatica.

E’ così che dalla trasmissione, due anni fa, esce Paolo Pitteri, un maestro di umanità ancora prima che di canto: la sua indole timida non gli consente di difendere dalla Di Michele sia Orsi sia la Ammar, due grandi talenti che, infatti, stanno sbocciando proprio ora, seppure a distanza di tempo. Karima, contro cui la Di Michele vomitava i commenti più devastanti due anni fa, perché sosteneva piuttosto l’Angelucci di cui ormai s’è persa la memoria (e della cui utile “Stai” oggi si servono solo i giocatori di poker), oggi si pone davanti alla giuria di Sanremo, mica supportata da pizze e fichi, ma da un genio della musica come è Burt Bacharach, che si spende al piano per sostenerla. L’Angelucci, dal canto suo, potrebbe essere sostenuto al massimo dalla bidella delle sue scuole elementari.

La Di Michele è stata, ahimé, abituata a considerare la classe di canto di “Amici” come una sua piccola proprietà, complici una produzione non sempre all’altezza e colleghi sfuggenti (Vessicchio) o di calibro troppo inferiore (Palma). Ne segue così che, quando Jurman viene contattato e cooptato in commissione, lei creda ancora di poter fare e disfare. Il caso Marco Carta è troppo recente perché qualcuno se ne sia dimenticato. Nonostante le scuse di rito, la Di Michele continua, ancora sotto Sanremo, a sostenere che Marco sia un prodotto della pietà di chi conosce la sua storia: ostinazione da donna che non sa più dove aggrapparsi.

Qui si inserisce la storia di Silvia Olari, talento eccezionale, talento da salvaguardare, anche per la Di Michele, fino a che non decide di farsi seguire solo da Jurman. Da quel momento in avanti, Silvia è per lei carente dal punto di vista della interpretazione (il parametro più “oggettivo” che esista). Arriva perfino a criticarla perché sbaglia una coreografia, alzandosi dal piano per cantare in piedi. Che pena, che pena.

E poi si arriva alla (finora) ultima puntata di Silvia. Mentre su un altro canale impazzano i due scartati della Di Michele, Karima e Marco, sul 5 va in onda la farsa. I bianchi perdono, pur avendo due concorrenti tra i primi tre. Silvia risulta quarta, dunque non salva per il voto da casa, che per l’occasione salva solo i primi tre concorrenti. La commissione deve prendere una decisione: da che mondo è mondo, si tiene conto del talento per votare a favore o contro. I commissari di ballo, però, hanno una ballerina sola tra i bianchi e temono che possa essere eliminata: probabilmente, tutti o quasi (non c’è del tutto sicurezza su ciò che ha fatto nell’occasione Alessandra Celentano) decidono per cacciarla.

Tuttavia, i loro voti non sono sufficienti: qualcuno della classe di canto ha votato contro la Olari. Uno o due voti contro: escluso Jurman, che subito dopo l’eliminazione di Silvia è feroce contro la commissione, restano solo le due G, Gabriella e Grazia, ancora loro.

La Di Michele, così, calpesta ancora una volta la carriera di una allieva solo perché quest’ultima è più brava di lei. E’ successo l’anno scorso con Cassandra e Marta, oltre che con Marco. Oggi, per avere la sua vendetta, Grazia è stata in grado di passare sopra il cadavere di Silvia.

Forse, la Di Michele dovrebbe lasciare la scuola di “Amici” definitivamente. Non è più in grado di essere di aiuto ai suoi allievi. Forse neppure prima di Jurman lo è mai stata. Si fa troppo guidare dalle sue simpatie o antipatie personali. Si innamora di una idea (quella di rendere cantanti coloro che cantanti non sono) e la sposa fino alla morte, senza vedere al di là del proprio naso.

Stavolta, voleva riprendersi la propria rivincita. Può essere che ci sia riuscita, ma lo ha fatto a prezzo, ahimé, di perdere ciò che le restava di credibilità come insegnante. Come cantante, invece, ha speso gli ultimi gettoni l’anno scorso, quando non sarebbe riuscita a cantare in modo normale neppure “Viva la pappa col pomodoro”.

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