Come farà quella santa della De Filippi a sopportare ancora la Di Michele, è un mistero gaudioso. Presumibilmente, Maria ha la pazienza di un elefante, forse anche più che un elefante. Ascolta, tranquilla, serafica, gentile. Ascolta, incassando le idiozie che la Di Michele guaisce, o squittisce, a seconda. Con gentilezza, non si sente di replicare, ma semplicemente la guarda, sperando che un suo sguardo possa suggerirle qualche dietro-front.

Ovviamente, la Di Michele continua sulla sua strada, imperterrita. Non considera su quali cadaveri possa passare sopra, anche perché l’unica cosa che le interessa è la propria persona. Altre considerazioni sono accessorie. Lei deve prendersi la propria rivincita. Poverina, ne ha ben donde.

Ma su questo tema ci siamo già dilettati. Si potrebbe aggiungere ora come la immarcescibile ex-cantante di Gauguin le abbia sempre provate tutte per accapparrarsi il talento della Amoroso. Su di lei stende sempre un velo pietoso quando si tratta di mettere in evidenza errori o stonature. La lascia stare nella bambagia, perché vuole, quando lei dovesse trionfare, poter passare sul carro del vincitore. Non a caso ha provato a scipparla a Jurman in tempi non sospetti.

Ma ad Alessandra va consigliato di stare lontano da Grazia. Grazia, infatti, tra le altre simpatiche qualità che ha, come quella di non avere orecchio alcuno, porta sfiga. E’ davvero una iellatrice di dimensioni clamorose. Quando si interessa di un cantante, infatti, lo distrugge, lo fa eclissare, fa in modo che sia sommerso dall’oblio più nero.

Due anni fa, il suo idolo, perché era in grado di “emozionarla”, di “arrivare al suo cuore”, era un certo Federico Angelucci. Passato l’anno del musical defilippiano, questo simpatic’uomo è scomparso dal mondo dello spettacolo, lasciando orfane le sue tre fan (la nonna, la mamma e la zia). Eppure, nel contrasto con Karima Ammar, l’Angelucci era considerato dalla Di Michele come la nuova voce angelica, come colui che avrebbe finalmente riportato la canzone italiana al suo posto nel mondo, come una novella Laura Pausini (non a caso scelgo un riferimento femminile: chi vuol intendere intenda).

Un anno fa, e la storia è relativamente recente, la Di Michele prese sotto la sua ala protettrice Pasqualino e Roberta. Roberta fece perfino un disco. Risultati? Non pervenuti. Si dice che sia stato venduto ai suoi parenti più stretti. In pochi han fatto la fila per comprarlo. Quando al Maione, beh, poverino, è tornato a fare la saga della salciccia, le feste dell’Unità e i matrimoni. Risultati? Zero, zero spaccato, zero assoluto, zerozerozero.

Ergo: se il povero Valerio si lamenta per il giudizio di Grazia, dovrebbe esserne invece contento. La Di Michele è una piovra con i suoi alunni: porta talmente rogna che Mario forse dovrebbe toccarsi un po’ di più (sempre che abbia qualcosa da toccarsi). Rischia di finire isolato sul suo myspace, a contare i contatti (pare che siano 1020 ora come ora; fate sapere ai fanbloggisti di Nunziante che quelli di Valerio, su uno solo dei suoi forum, sono quasi il triplo, tanto per gradire), a ricordare quant’era bello quando dietro c’era Vessicchio, perché tra un po’ davanti non ci sarà nessuno, ma proprio nessuno a guardarti.