Valerio che fa della sua vita la musica, Valerio che canta da quando aveva due anni, Valerio che la famiglia gli ha consentito di mettersi al pianoforte ogni volta che voleva, Valerio che canta quando sta male, perché così si riprende, Valerio che ama la sua musica talmente tanto che non ha paura di volare in alto, Valerio che disegna nuovi motivi davanti al pubblico, con le sue ali già forti anche se è tanto giovane.

Valerio Scanu è tutto questo e forse anche di più. Incompleto, come essere umano, ma pieno: un libro ancora interrotto, ma che attende solo di essere letto e ammirato. E a chi dice: Valerio deve crescere, Valerio deve diventare diverso, Valerio deve bla bla bla, rispondo: Valerio non deve fare niente, se non essere se stesso.

Valerio, se mai dovessi leggermi, visto che scrivo prima di un serale difficile, dal quale potresti uscire, come scrivono i ben informati, come dicono i Bianchi scoloriti e come vorrebbe la luciferina Di Michele, non scoraggiarti mai. Valerio, se la tua vita è la musica, non lasciare che nessuno te la tolga.

Quella luce che hai dentro gli occhi quando canti è la tua forza. Forza, allora.

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