Talora mi sento davvero stupido. Quando penso di aver raggiunto un equilibrio, mi rendo conto che è già rotto. E di rottura in rottura, mi ritrovo a zoppicare, guardandomi in uno specchio di illusioni deluse e di sogni infranti, come vetri spezzati da folate di vento.

E forse sarà vero che la gente mente sempre (mentre io no, non ci riesco), ma è anche vero che quante volte ci ho creduto davvero. Come uno stupido.

E anch’io ho scritto poesie che non si possono seminare o coltivare, perché talmente buie da non desiderare la gioia, o talmente finte (legate a altri modelli) da sembrare come nude davanti ad uno specchio deformante. E anch’io ho fatto tante volte finta di nulla davanti a qualcuno che mi ha usato e, poi, allegramente, se n’è andato.

Magari non sarà stata la mia camera da letto, ma se metto al suo posto un’auto, o la spiaggia, non vedo molte altre differenze.