Ritornare qui, a discutere di me, mentre parlo di canzoni. Un’altra notte insonne – stavolta non è neppure colpa mia. Dormire significherebbe prendere atto della vanità del mondo. Prima o poi, dovrò pure farlo.

Stanotte, no, non è proprio il tempo. Ascolto le canzoni del mio cuore: passano una dopo l’altra. Stanotte, mi fa perdere il senno, oltre che il sonno, Marco, che canta “L’amore che non hai”. Non riusciremo ad amare mai, così dice. E ha ragione, d’altra parte: non è mica facile amare e, purtroppo, quando lo si impara, si ha tanta paura di ricominciare, perché può essere tanto doloroso, può far tanto soffrire.

La vita va e cambierà pure pagine (dovessi fare un esame delle mie, non mi basterebbe una enciclopedia). Non resteremo mai completamente immobili. Dentro, nel profondo, siamo sempre in cambiamento: una continua confusione di macerie. Sposto quella roba lì, fa meno caos…

Un giorno, anche questo blog finirà la sua funzione primigenia, quella di ricominciare, perché non ci sarà più nulla da ricominciare, ma solo qualcosa da finire.