Potrei cominciare dicendo: ridateci Simona. Ma non vorrei passare per quello che non sopporta Claudia Mori. Povera donna, ancora non m’ha fatto nulla. Mica ha bocciato Valerio Scanu (finora) o ha portato sul palco della trasmissione un suo protégé (di quelli che hanno già un contratto firmato) (finora).

Ma c’è da dire che intorno alla sua figura aleggia una strana atmosfera. Sarà forse per questo motivo che non è riuscita a infilare una battuta in italiano manco a pagarla, più o meno per tutta la serata. Quando succede ad “Amici” a Garrison nessuno ci fa caso, ma la Mori mica è una extracomunitaria. Almeno, se lo è, nessuno me l’ha detto.

Qualcuno sussurra che gli altri due giudici la detestino. Sembra addirittura che si sia risparmiata una settimana di casting per evitare Morgan e la Mara Maionchi. Se avessero detto alla Ventura che poteva evitarsi un po’ di provini, magari sarebbe restata.

D’altra parte, quando ha dovuto scegliere tra i suoi talentini, non li ha nemmeno per un attimo difesi. S’è lasciata andare a dichiarazioni tipo: ma dove sono finita, qui non c’è nessuno che mi piaccia, sono tanto tanto preoccupata… e via dicendo. Quando, poi, si sono sentite le voci che aveva selezionato, non è che le si potesse dar torto… d’altra parte, chi è causa del suo mal, con quel che segue.

Povera Claudiona. Il tempo le ha tolto quel tanto di bellezza che aveva. Le è restato un marito ingombrante, a parte le figlie che danno spettacolo nei reality e che hanno preso da lei quanto a voce, non da Adriano. Con la personalità tremenda e crudele che si ritrova, è naturalmente andata, in questa nuova avventura, a cogliere chi è personaggio, meno chi è “cantante”.

Sarà che anche questo è X-Factor, ma era la Ventura che sceglieva di pancia (salvo poi scegliere grandi cantanti, come la Ferreri o il Magro dell’anno scorso). Se anche la Mori funziona così, con tanto di occhiali neri e zazzera sbarazzina per togliersi gli anni, allora viva la Ventura, viva le tette rifatte e viva il sorriso a quarantacinque denti.

Quanto è meglio una rifatta seria, da una finta seria che si vorrebbe rifare.