Morgan fa e disfa. Lo sappiamo tutti. E’ esagerato, intraprendente, comico senza volere, tragico volendolo. Uno dei cocchi della Mori (solo della Mori, però), il cantautorale Damiano, l’ha definito: “il Mughini della musica” – brillante (più delle sue interpretazioni da camomilla), ma ancora impreciso.

C’è qualcosa di più in Morgan che il piacere di autocompiacersi: c’è l’istinto del killer, di chi vuole giocare a tutti i costi una partita, anche sulle spalle del talento. Così si spiega la sua crudele crudeltà quando incontra il talento (solo quando c’è, però) nei concorrenti che non hanno avuto la fortuna di essere sotto la sua ala protettrice. L’anno scorso, scontavano questo difetto due tra i più talentuosi della vecchia edizione di “X-Factor”, Serena Abrami e Daniele Magro, in particolare la prima che veniva sacrificata per salvare un trio di poverette, le quali avevano un solo pregio – quello che sarebbero state eliminate al turno successivo.

Ecco, dunque, cos’è successo nelle scorse due puntate: come ha fatto più volte lui stesso, anche la Maionchi, arrivata a scegliere tra l’inascoltabile Sofia e il bravo, originale Mario, ben riconoscendo dove fosse il talento, ha giocato per indebolire l’avversario-Morgan, eliminandone un cantante, per la seconda volta (così aveva fatto anche con Ornella). La mossa non ha sortito grandi effetti: salvare Sofia per il suo guore è un po’ come darsi la zappa sui piedi o fingere che cantare equivalga a far saltare un gatto su pungenti cactus. Eppure, lei, senza colpo ferire, la salva non una, ma due volte. Povera Italia.

Morgan, che mica è scemo (tutto gli si può dire tranne questo), non ci sta e sbraita: “Non capisci proprio niente”. E ha ragione, se non nei termini della sua reprimenda. Interviene la Mori, che difende la sua orrida scelta iniziale e solo in un secondo tempo la Maionchi. Si becca, giustamente, della megera. E anche qui i modi sono quel che sono, ma non è che Morgan non stia raccontando la verità, anche in questo caso.

Intanto, mentre il dramma si consuma, nel sottopalco, tra i giudici, il povero Facchinetti è muto, inebetito, assieme a Mario, che è divorato dalla sua tragedia personale (essendo stato eliminato). E fin lì non ci sarebbe niente o quasi di male. Dispiace per Mario e il suo vocione personale, ma intonato (finalmente un baritono, in mezzo a tanti tenorini). Ma X-Factor è sempre stato così.

Sorprende, invece, il giorno dopo, la insolita reprimenda di vari cantanti (soprattutto quelli della Mori) che sono dispiaciuti perché i giudici hanno parlato tra di loro, invece che di chi si esibiva. Ma al simpatico Fiorella, che l’altr’anno sarebbe stato eliminato, direi a ragione, da Morgan (anche perché sul palco non ci si può inventare la voce, ma occorre avercela, e magari anche potente), nessuno ha mai fatto vedere una puntata delle altre edizioni? Sembra, infatti, che questi genii della musica pop siano sempre stati in sala registrazione l’anno scorso (chissà a che fare, tra l’altro), senza mai accendere la tv “dove la musica batte”.

X-Factor, volente o nolente, con i suoi “100 secondi 100” di canzone, tagliuzzata e sminuzzata, fatta rigorosamente su base (mai una volta che ci fosse uno strumento sul palco, a parte il piano di Morgan), annacquata dalle grandiose (ironicamente parlando) sceneggiat(ur)e di Tommasini, non si occupa che solo tangenzialmente di musica. La gran parte del programma è costituita da spezzoni di reality, interviste e dietro-le-quinte, talenti incompresi (pericolosamente simili a quelli sul palco, tra l’altro), discussioni infinite, commenti e commentucci, ora perfino del coreografo e del cotonato ex di Mtv. Mancano, al solito, i pagliacci e qualche strip-tease e poi non si vede che cosa differenzi X-Factor dal Grande Fratello.

E allora Fiorella dov’era con la testa quando è tornato a farsi riprendere a X-Factor? Dov’era quando s’è visto davanti la Mori in parrucca glamour? Se n’è accorto solo ora che la trasmissione non vive dei cantanti, ma di tutto ciò che ruota loro intorno?

Ecco quello che irrita: il finto buonismo, l’ingenuità dell’uomo-tutto-barba che, poverino, è stato turlupinato, e con lui il grande cuore di Sofia (che, poveretta, almeno ha quello, visto che la voce è finita tra i beni persi sulla luna con il senno del Furioso) e con lui anche l’amanita falloide in testa a Francesca (sono infatti i capelli ad articolare gli unici pensieri normali della sopraddetta). Poverini, davvero. Loro così puliti, belli e intelligenti.

Le Yavanna, che entrano a piedi uniti sulla diatriba tra giudici, loro sono scusate, perché l’anno scorso erano nei boschi del Cuneese a cercare funghi (attenta Francesca) e gnomi assieme al Mago Gabriel. Dunque, non ne sapevano niente, poverine. I Luana Biz, invece, l’anno scorso erano tutti veterani della Legion Straniera: hanno combattuto in Ciribicincinia, poveretti, mica guardavano la tv, al massimo il tg1 per sapere se il reato di usurpazione di orecchie altrui era stato depenalizzato.

Mamma, com’è sorprendente questa nuova edizione di X-Factor. Come sono sorprendenti i concorrenti, tutti scesi dal pero per partecipare, ma senza mai avere in mente (nemmanco per un momento) i meccanismi della trasmissione o della tv in generale. Ah, poveri vergini!

Morgan, già che ci sei, pensaci un po’ tu.