Puntata strappalacrime. Claudia Mori non è una megera, ma una scarsa imitatrice. In lei non c’è mai una parola di verità. Riesce perfino a fare il verso a Mara, quando le stanno per cacciare l’inascoltabile Damiano, presuntuoso nella sua presunta cantautorialità. Ma, dico io, cosa ci sta a fare un cantautore in mezzo a X-Factor? Era conscio, sì o no, che quello è un posto per interpreti?

E così Claudia si mette in testa di dover fare il suo gioco, proprio mentre, vezzosamente, ribadisce che “io cerco il talento” a prescindere dalla squadra dove è capitata. Ma sì, raccontiamole tutte, ché altrimenti magari lasciamo qualcosa di intentato.

Ieri, così, con la voce rotta dal pianto, agitando il suo grosso sedere un po’ qui e un po’ là, con qualche simpatico turpiloquio, che fa tanto trasmissione per il Moige (ed infatti l’hanno premiati, pensa te lo scandalo), ecco la povera Claudia, teatrante d’antica scuola, imitare lo sfogo della Maionchi, ululare contro il popolo bue (in questo imitando perfino l’odiato Morgan), inveire contro tutto e tutti dall’alto della sua nullità, come se lei fosse un reale giudice di talento.

Ma la cosa migliore doveva ancora venire. Tornatasi a sedere, anche perché le telecamere non riuscivano a inquadrarla tutta, poco prima che Damiano e Cristiana cantassero (e la seconda, purtroppo, per l’ultima volta), la signora C. sibilava, con la solita noncuranza, che loro due erano bravi, mentre al ballottaggio, chiaramente, dovevano andare Silver e le Yavanna, i due peggiori della serata.

Poi, la Mori rifletteva, un po’ poco velocemente per la verità, sul fatto che il destino di Damiano dipendeva solo dall’estro del momento di Mara e allora si correggeva, sostenendo che in realtà sarebbe dovuta uscire Sofia. Mamma mia. Una tragicommedia. Morgan si infilava nel dramma di una signora troppo -anta e la apostrofava: “Medea”. La Maionchi sorrideva nervosamente, pensando a come sarebbe stato bello tornare ad avere la Ventura. Facchinetti rideva col suo solito stolido sorriso.

Essere vittime della propria insipienza nel gestire le manovre è tipico delle menti che si credono grandi, quando sono piccole piccole. Ieri s’è assistito ad un quasi suicidio in diretta, al quale si deve aggiungere la pessima serata dei cantanti, tutti lontani, anche i migliori, dalla sufficienza. Solo Marco ha cantato (sempre a suo modo), correttamente. A Chiara, l’altro grande talento della trasmissione, è andata via la voce malamente, perdendo la sfida con i Beatles e la loro “Eleanor Rigby”. Le Yavanna sono state imprecisissime: il loro finale una tragedia (aveva quasi ragione la Mori). Gli altri, meglio non parlarne: solo Silver s’è un tantino salvato, anche perché cantare saltando qui e là non è facilissimo (se pure, come dice qualcuno, bisogna divertirsi…).

Tra gli altri, anche Cristiana non è stata fantastica: un’altra brutta esibizione, dopo l’avvio particolarmente avvincente. Lei è stata, all’interno del programma, una incompiuta, purtroppo, e vista la vista corta della Maionchi lo rimarrà in eterno. In “And I love her”, tradotta in italiano da chissà chi (alla fine, francamente, non mi ci raccapezzavo più nel tira-e-molla di Morgan), la voce le si spezzava costantemente: troppi respiri, troppe difficoltà nel mantenere aderente alla musica parole non proprio adeguate.

Dispiace per il suo innegabile talento che ora sarà sbeffeggiata, come costantemente succede, nel salotto buono del Processo a X-Factor. Come dicevano gli antichi, vae victis.