Avvertenza: questo è un post interattivo. Scegliete, dunque, voi la rima che meglio vi piace. E scegliete voi cosa pensare di Charlie Rapino, che dall’alto della sua “altezza” si diverte a prendere a pesci in faccia chiunque non rientri nelle sue simpatie. Il metodo è quello di Emilio Fede quando storpia il nome degli avversari, fingendo di non conoscerli. La durezza è inusitata, tanto da apparire segno di debolezza di spirito.

Oggi, durante la puntata delle arlecchinate, mentre la De Filippi s’è pure divertita con il siparietto da scuola elementare Garofalo – Celentano, tanto che perfino Garrison è sembrato quasi adulto (ho detto quasi), è andato in scena ancora una volta il Rapin-pensiero, che ha dispensato elogi e critiche sulla base di giudizi solo personalistici, senza alcun legame con la realtà dei fatti.

Per cui, quando Stefanino gli s’è rivolto in modo scanzonato, ma non maleducato, vedendo incrinata la sua autorità, sostenuta sul nulla pneumatico della sua finta docenza, surrogata grazie al Cielo dal maestro Perris, che in pratica lo sostituisce costantemente (visto che il Charlie si vede dalle parti di Cinecittà due volte a settimana, mica le quattro che si pretendevano da Luca Jurman, ovviamente), Rapinoman si inalberava, chiedendosi com’era possibile che un paria lo toccasse. Nella musica che si vede, infatti, ci sono le caste e Carletto bello è un sacerdote induista, o una mucca – fate voi. E’ comunque e sempre sacerrimo.

Stefanino lo guardava con un sorriso tranquillo, per nulla emozionato: sosteneva lo sguardo incavolato del professore indiavolato e lo sfidava. Arrivava a chiedere perfino che il Rapino diventasse suo insegnante per un giorno (in realtà, voleva fare a cambio per una settimana, ma ciò significa, in effetti, lavorare solo con Perris). Poi, finiva, tanto per zittire l’incolore William, che da quando ha vinto un inedito pensa d’essere il nuovo George Michael (per quello era più adatto il bravo Denis), a domandare una sfida interna.

Charlie, a quel punto, diventava verde, ma verde tipo la Grazia davanti a Valerio quando veniva smentita dalla realtà. Poverino, faceva quasi pena: menava fendenti da una parte e dall’altra. Colpiva fino la Di Michele, che restava basita (beh, non ci riusciva altrettanto bene che Jurman, però) e che guardava ebete (non riesce a fare altro visto il botox che s’è iniettato) la Martinez.

Poi, tirava fuori la solita polemica anti-comunista: ma che vuole fare lo Stefanino, l’autogestione? E intanto la De Filippi interveniva per dirgli che sì, a lei l’autogestione piace.

E così, con una mossa da veterofascista, Rapinoman, vestito di nero, come vuole la mamma, non solo faceva passare Stefanino come un simpaticone, ma perfino dimostrava al mondo intero che mai aveva visto una puntata di “Amici” nelle nove edizioni precedenti.

Evviva, evviva. Comunque vada, sarà un successo.