Altro che Adriano, dateme er Pupone. “Ci voleva un rigore” (Claudiona commenta le Yavanna grazie al telebim: non era punizione dal limite).

Sincerità, un elemento imprescindibile. “Non si capiscono quelle due parole, ehm cretinate che vorrei dire” (mentre presenta Giuliano, la Mori fa outing).

Il brigante Giuliano. “Aaaaaaa chi mi diceeeeee” (che so cantare, è un sordo; ho detto sordo, non sardo).

Noblesse romagnola. “Cosa rompi le balle? Cosa vuoi da me?” (la Maionchi a Morgan: per zittirlo usa un argomento fortissimo, che perfino la signora C. riesce a capire).

Forse sono nodi alle cravatte. “Viene sempre un poveraccio che fa: stringi, stringi, stringi” (la Maionchi preda delle allucinazioni, forse dovute alla peperonata di ieri sera, mangiata presso Gigietto er Troi**e).

Sincerità 2. “Non ha niente di Fausto Leali, non ha niente” (la Mori di Giuliano, credendo di fargli un complimento).

Bubka è lontano. “Voi vi sperticate a fare dei complimenti ad alcuni” (la Mori ai colleghi giudici, ma pensando evidentemente a quando, giovanissima, faceva la posta ai saltatori in alto alle Olimpiadi di Atene, nel V secolo a.C.).

Adriano tiene ‘e corna. “Giuliano è mio” e lo gestisco io (la Mori in un empito di protofemminismo).

Sincerità 3. “Non sei simile a niente tra i cantanti italiani” (la Mori di Giuliano, credendo di fargli un altro complimento).

Sticavoli. “Giuliano è fortissimo” (se lo dice Amadeus, dobbiamo crederci).

Ignoramus Italianum. “Non vogliamo i zuccherini” (Facchinetti dimostra grande coraggio, prima di spogliarsi di alcune inibizioni, anche sessuali).

Argentee dichiarazioni. “Per fortuna esiste l’uomo che si preoccupa… mi dovete scusare se mi scappa da ridere”  (Silver parla di uomini e poi guarda Amadeus; capisce di aver fatto una grossa topica e se ne va dallo studio; il tripudio dura poco perché Facchinetti lo va a riprendere, mentre Amadeus fa la scossa).

Argentee dichiarazioni 2. “Sono un timidone che intraprende” (Silver si scopre socio della Confindustria; esulta la destra governativa, Storace lo abbraccia in diretta, dicendo: “Non è un fro**o sessantottino!”).

Sincerità 4. “Confesso che io non sarò mai lucida” (Claudiona in un momento di grande autocritica – peccato siano molto rari).

Sulla pelle della tardona. “Sei sempre molto piacevole nel sentirti e nel vederti” (Mara su Silver, guardandolo con occhio rapino, la lingua sulle labbra e l’autoreggente in evidenza).

A kiss is a kiss. Si è finalmente scoperto a chi Paola mandasse i suoi baci. Era l’unico sfigato che riesce ad ascoltarla senza prendersi l’emicrania. Infatti, prima delle sue esibizioni, inghiotte tre chili di aspirine e per sicurezza si tappa anche le orecchie.

Pastore di giganti. “Avevamo visto troppo in alto all’inizio” (il preparatissimo veejay Carlo Pastore su Chiara, prima che vada al ballottaggio e sia trombata).

Consigli da pu. “Stai calmo e sta’ a casa tua” (Facchinetti a Morgan, mentre litigano per un nonnulla, manco fosse per una notte di sesso sfrenato con Mara Maionchi).

Il francese svacca. “Me ne sbatto della sua querelle” (Facchinetti tatuato su Morgan, che ha evocato il termine; il bravo presentatore non sa neppure cosa significhi, ma ripete stile pappagallo di Portobello).

Domanda piena. “Vuoi aggiungere del vuoto ulteriore?” (Morgan alla Mori, che ne ha già sparate tre o quattro).

Scuse sincerissime, ma anche no. “Io l’ho detta davvero per scherzare” (la Mori che ha appena detto che Morgan, testualmente, “spara ca**ate”).

De gustibus. “Io sono felice della mia vuotezza” (Facchinetti è un uomo realizzato, beato lui).

Strani effetti. “Loro lavorano tutta la settimana e questi sono i risultati” (Facchinetti alla fine della seconda manche, credendo di fare un complimento ai concorrenti).

Strani effetti (allucinogeni) 2. “Tu per me questa sera hai camminato sulla luna” (Facchinetti a Marco; saranno ancora gli zuccherini dei Bastards o anche lui è andato da Gigietto?).

Strani effetti 3. “Hai fatto un disco di successo, ora hai fatto un vero disco” (Facchinetti a Becucci, invitato a promuovere la sua ultima fatica, che compreranno, a quanto pare, anche le zie della moglie).

Promiscuità, il tuo nome è Morgan. “Ti voglio bene” (Morgan a Facchinetti; dopo la lite i due si abbracciano, si baciano, tra un po’ fanno anche sesso sul palco).