Ennesima farsa ad “Amici”. Sfida totale per un ballerino, raccomandato (così viene presentato e nessuno si alza per dire che magari l’appellativo fa un po’ schifo) dai professionisti cubani: si tratta di un anonimo tipetto, chiamato Rodrigo, il quale tanto per gradire non sa una parola di italiano, ma balla da Dio, così almeno si sostiene dalle parti della produzione.

Sfide da superman non sono una rarità in questa trasmissione, ma in genere chi è entrato con questa nomea aveva anche le qualità giuste per poterlo fare: in primis la versatilità, cioé la capacità di sapersi misurare, tramite il proprio talento, in campi e in stili completamente diversi.

Qui cade l’asino: Rodrigo è già abbastanza standard nel classico (quanta differenza rispetto a José, che pure lo ha presentato), ma negli altri stili è completamente fuori ruolo. Nella “sfidona” di questo sabato, ha dimostrato d’essere inferiore, e perfino su fattori tecnici, a quasi tutti i ballerini della scuola: meno intenso di Michele, che è stato strepitoso nel suo cavallo di battaglia; meno forte di Gabriele, che pure, nel suo stile, è stato leggermente sotto tono; meno dinamico e perfino impreciso tecnicamente rispetto ad Antonio, del quale peraltro è molto più grosso fisicamente; ma soprattutto meno fuso nello stile jazz di quanto non fosse Niccolò, che poi è uscito, lasciandogli il posto.

La farsa s’è completata, d’altra parte, con i voti espressi con i paraocchi dai coreografi della scuola: tutti a difendere la propria bandiera, non quella della obiettività, con pistolotto finale di Steve, che poteva anche risparmiarsi di esprimersi così in favore del proprio allievo, senza poi adeguatamente sostenerlo prima e dopo questa sfida assurda.

Ci si chiede, ora che questo supposto genio della danza è entrato di diritto nella scuola, cosa gli si potrà far fare al serale, visto che, naturalmente, ci andrà a finire: non le coreografie di Steve, per le quali ci vuole uno sguardo meno fisso, a parte una capacità di fusione con la musica che ora come ora in Rodrigo non s’è vista mai, ma proprio mai; non quelle di Garrison, che generalmente preferisce ballerini meno roboanti, ma più macchiettistici (e il fisico legnoso del Cubano non sembra particolarmente adatto); non quelle di Kris, visto che, come ha candidamente ammesso, il ragazzone non sa neppure cosa sia l’hip hop.

Ma tant’è. Mentre il pur bravo Niccolò, mai così bravo come in questa sfida, mai così fluido, musicale, forte, se ne deve andare, con il pallido contentino del commiato strappalacrime di La Chance, entra un altro Cubano, meno poesia e meno personalità del Pedro d’annata, tutto muscolatura, ma perfino poco appeal fisico, solo tanta tecnica, anche se nelle prove viste non sembra neppure così mostruoso.

Peccato che la trasmissione abbia perso un’altra occasione per fare chiarezza su se stessa e sui propri meccanismi: quasi sempre sono i professori esterni a giudicare. Stavolta, le beghe interne e certe logiche davvero poco coraggiose hanno spianato la strada all’inciucio cubano.

Responsabili primi, però, sono Kris e soprattutto Garofalo, che è sembrato inseguire la Celentano, sul terreno che alla singolare matrona è sicuramente più agevole – quello cioé della ottusità.