L’unica Sarda a non aver sfondato ad “Amici”, dove ormai da tre anni sembra di essere diventati una succursale dell’isola (tra Cagliari e La Maddalena), Arianna Mereu s’è svegliata solo alla vigilia della eliminazione più telefonata della storia della trasmissione. Lo sapeva talmente bene che l’ha spiegato a chiare lettere, mentre piangeva, prima che venisse il momento definitivo di dire addio al dorato mondo della tv.

Del resto, se lo doveva aspettare la poverina, quando, per dire, alle due sodali rapiniane venivano fatti fare tremilacinquecento volte gli inediti, mentre lei cantava una volta o forse due “L’amore ha il suo punto di vista” (sinceramente non un pezzo che facesse risaltare compiutamente le sue qualità, vista la sua inconsistenza ed eccessiva rapidità). Chi, in sostanza, può dire di averla sentita esibirsi? Quasi mai le è stata data la magica possibilità. E quando ha avuto quella chance, è stata massacrata da una commissione calatasi perfettamente nel ruolo di Jack lo squartatore.

Forse, però, ci sarà stata anche in lei qualche scintilla di talento (altrimenti, perché sarebbe stata fatta entrare?), ma le regole amiciane le hanno ritagliato un altro ruolo, diverso da quello della cantante. La lingua tagliente e il carattere peperino (emersi perlomeno da come è stata descritta dall’abile tagli-e-cuci del sempre valido Zanforlin) le hanno disegnato attorno una nomea di squallida chiacchierona dalla lingua lunga.

Magari Arianna sarà anche questo, una simil-Stavolo, o una sua riedizione in salsa sarda (e del resto, alla fin fine, chi se ne importa…), ma per il resto? Di chi ci dobbiamo fidare? Del giudizio di quattro giornalisti che si sono lasciati incantare dal ciuffo rosso di Davide Flauto? Del Rapino che non ha fatto altro che distruggere tutti coloro che non erano suoi allievi – a prescindere soprattutto da ogni discorso sul talento?

Altri sono stati valorizzati. Per altri sono state scelte le canzoni giuste. Anche Arianna, come già Stefanino, come in parte perfino Anna e Valeria, è stata messa da parte, consapevolmente, perché emergessero invece e solo sempre le cocchine e i cocchini della produzione nella persona della produzione.

D’altronde, se “Amici” non esce da questo terribile impasse, dal quale sembrava fosse riuscito a prendere le distanze quando aveva reclutato Jurman, “Amici” non sarà più la stessa trasmissione che tanto è stata amata in questi ultimi anni.