Non sono più la stessa persona che non protesta, che abbassa il viso e considera chiunque intoccabile. Non è stata una scelta – è stata una necessità. Non per brillare come una piccola luce, non per dimostrare che esisto, ma solo per mantenere la mia identità, per conservarmi al futuro.

Non sono più quello che insegue i desideri altrui, che si inganna sui sentimenti di chi non rispetta chi sono, che legge profondamente, tra righe che non esistono, per giustificare i comportamenti, le parole, le emozioni. Non sono più quello che non si ribella.

Se deve essere amore, l’amore dev’essere come lo voglio io: la vita ci costringe anche a troppi equilibrismi, a conformismi assurdi e inutili. Almeno in amore voglio essere libero di essere me stesso, non l’oggetto di esperimenti (vediamo se funziona, vediamo se funziono io), non immobile (non me ne vorrà l’Amoroso), non indistruttibile, come roccia cui tutti si aggrappano.

Sono stanco, stanco davvero: mi libero dei pesi, sono come il vento, come il vento che trascina i miei desideri e li porta al loro traguardo, finalmente.