N.B. Il titolo di questo post non è assolutamente ironico. La cronaca che segue è del tutto reale e fededegna, anzi quasi una fotografia di quel che è successo. A scanso di equivoci, tutti i nomi dei protagonisti saranno esplicitati e non si farà riferimento a nessun altro, neppure per allusione.

I prova. Passo (dell’oca) a due di Garrison: Rodrigo vs. Grazia. I professionisti sono vestiti come camerieri, le donne in paillettes. L’atmosfera è quella dei balli da sala. Qualcuno vede spuntare nel pubblico la Carlucci, che cerca di recuperare così un po’ di pubblico a Gerry Scotti. Sarà anche bella la Eleonora, ma volete mettere la Titova? Comunque, anche se Garrison ha recentemente fatto il mea culpa su un cantante sardo di cui non ricordo il nome, la coreografia è una porcata immonda, giusto per essere gentili. Grazia, vestita di bianco e dimagrita, balla con Amilcar e fa la cocotte piuttosto bene, sicuramente meglio di Borana, che purtroppo è finita fuori, altrimenti ci avremmo potuto ricamare per due settimane. Ballare sui tacchi è un’operazione complicata, ma la Striano fa la simpaticona. Rodrigo è preso per Elena dalla De Filippi. Poi, quando finisce in braccio a José, in effetti è piuttosto bravo come bébé. La Celentano lo trova piacevole. Garrison lo definisce perfetto (a fare lo scemo).

Alle carte vince Rodrigo. Entra, però, all’ultimo momento Carla Fracci, che sostiene: “Io avrei fatto vincere un cantante sardo, che non è Marco Carta, per le facce” e poi disegna con un fouetté una enorme V.

II prova. Duetto o scherzetto (“Guarda che luna”): Loredana-Matteo vs. Emma-Pierdavide. In una atmosfera da tregenda, Matteo fa il gigione sull’insistito staccato di Vessicchio. Loredana non si ricorda al solito il testo, l’altra parte se la mangia, per bulimia musicale. Poi gira intorno all’amico, facendo la cretina. Matteo si tiene, ma, da pop, non ci arriva col volume. E d’altra parte non si stravolge il ritmo di una canzone tanto bella, senza fare qualche stupidaggine. Platinette definisce scongelato Matteo. Charlie vuole la cattiveria e il disrispetto, che chissà cos’è (sul vocabolario non appare). Poi dice di aver visto una combinata, forse però si sta ricordando di quando era addetto di Gustav Thoeni ai tempi di Alberto Tomba.

Pierdavide, che, come si sa, è sempre tanto tanto preciso, fa il cretino (il che gli riesce insolitamente bene, anche se allo stesso modo fa Gaber, i Lunapop e “Tanti auguri a te”), mentre Emma piange. Il Carone ha anche la chitarra, che c’entra come il cioccolato fondente sui maccheroni al sugo di noci. Emma la prende tanto veloce che Pierdavide sbaglia il secondo attacco e risulta sempre in affanno, anche perché non ha l’agilità necessaria. Per Jurman, Pierdavide poteva fare qualcosa di nuovo: “Non mi strabilio tutte le volte che lo vedo”. Beato lui: a me non succede mai. Per la Di Michele, il livello è tanto alto che non è possibile fare paragoni (infatti… è una tal tragedia che Caporetto sembra una vittoria per 10 a zero). Poi, fa la lista dei meriti del suo protetto: è cantautore, è arrangiatore, sa il francese antico e il guatemalteco, balla la conga col gonnellino e, poffarbacco, ha alcuni interessanti numeri erotici da insegnare. Intervengono subito Jancu e Garofalo, che vogliono provare immantinente.

Alle carte vincono Loredana e Matteo. Succede, però, che Vessicchio, in un momento di forte pathos, mentre si taglia a zero la barba, gridi, rivolto alla commissione: “Io avrei fatto vincere un cantante sardo che conosce intimamente la Amoroso!”.

III prova. Orgione finto-lesbo di Garofalo, accolto da un’ovazione: Elena vs. Grazia. Il coreografo, per ringraziare, s’alza, aspettando che s’alzi qualcos’altro. I ballerini sono seminudi in gonnellino nero. Alcune palle, la cui presenza non s’è capita, appaiono, timidamente, sul campo, ma vengono solo appena sfiorate. Le solite tre coppie mimano i soliti rapporti sessuali non protetti. Le tre fanciulle ondeggiano sculettando. Elena, inorridita, decide di mettersi a pecora e dice, rivolta presumibilmente a Kledi: “Prendimi e fammi tutta”. Jancu appare soddisfatto, forse per il Mariottini seminudo. Garrison è infastidito, perché pensava di aver fatto la peggiore della coreografie della serata. Grazia, secondo Garofalo, ha perso il controllo della situazione. Poi, la demolisce, fingendo di dispiacersi. Elena, bersagliata da un simpatico rvm, non replica a Garofalo, fino al solito siparietto finale, quando tornano sul palco ancora una volta Martina e Kledi. Kledi è inquietantemente sudato. Qualche carampana lancia un reggiseno. Elena dovrebbe fare un gioco di bacino sulla palla, ma, visto che Enrico sta per bollire, se ne esce con un salamonico: “Io stasera mi siedo, ritorno al mio cubo” (la metafora geometrica è appena voluta). Steve difende la sua allieva, facendo dire a tutti che Elena era sensuale. Platinette, che crede di essere spiritosa, chiama il pornografo GarofaNo, aggiunge che ha dei problemi col sesso e che le sue sono coreografie tutte “pube e dintorni”.

Alle carte vince Elena. Interviene, però, la grande étoile Svetlana Zakharova che dà il premio speciale ad un cantante sardo già allievo di Jurman e il cui nome non inizia per M. per il colpo di bacino.

IV prova. Miagolii in forma di canto, scelti da quell’ugola d’oro della Di Michele (“Rain on your parade”): Loredana vs. Emma. Loredana sembra non avere fiato e canta troppo alto rispetto al suo solito, tanto che l’acuto si perde; allora, prova a buttarla più bassa, ma non ci riesce, perché l’orchestra la sovrasta, distruggendola. Lei intanto fa la sensualona, ma senza riuscire. Lasciamo stare l’inglese: sembra stia biascicando. Alla fine, si mette a ridere sguaiatamente, chissà come mai: forse sta pensando al contratto già firmato col sangue. Platinette, mentre commenta, vomita. Zerbi interviene a gamba tesa contro Rapino: a lui naturalmente è piaciuta tantissimo, chissà come mai.

Emma, dal canto suo, è giù di voce e canta troppo leggerina una canzone che va gridata tutta. Anche lei, però, muove il bacino, per via  della garofalite, e così la seconda parte resta tutta fallosa, come quella di Loredana. Per darsi un po’ di forza, la fanciulla fa anche il gesto del cagnetto che l’ha resa famosa. A Platinette è piaciuta per le variazioni di prestigio e le ricorda Shirley Bassey. Jurman tace, ma in cuor suo piange.

Alle carte, vince Loredana. Interviene però, in diretta, la stessa Shirley Bassey, che con un colpo di mano fa vincere un cantante sardo (che ha inciso recentemente “Listen”) per il suo inglese perfetto.

V prova. Cavallo di battaglia incrociato. Una nuova prova partorita dalla mente di Zanforlin. L’idea è tratta dagli scacchi, poi c’è anche un po’ di Settimana Enigmistica. I due prescelti sono Grazia e Rodrigo. Comincia lui che si scalda prima di salire a cavallo. Poi, purtroppo, nel lancio non lo becca e finisce a terra. Mi sa di aver visto la sua variazione sessantatré volte, da quando è arrivato lui. Tra un po’ la so anch’io. Alessandra si sdilinguisce in complimenti. Cannito lo apprezza, ma non crede che sia un ballerino completo. Grazia si prepara i capelli: il suo cavallo non è, infatti, francese e quindi va preso per la criniera.

Non si sa chi vince per le carte, ma io direi ad occhio un cantante sardo che ha inciso una Christmas Edition perché sa cantare anche a cavallo.

La conseguenza è che Michele finisce esiliato. Non si sa bene perché, visto che è quarto e Grazia è ultima e quindi il ballerino porta sicuramente più voti. Però, Pierdavide non riesce a stare senza la fanciullina neppure dieci secondi, ora che lei è diventata magrissima.